La manifestazione
Neve da spalare, Comuni in crisi
Le spese aumentate dal 30 al 40%. «Non abbiamo più soldi, chiederemo la calamità naturale»
MARCELLO. Spalare costa troppo ed i sindaci chiedono la calamità. Stanno crescendo a livelli quasi insostenibili le spese per la spalatura neve e salatura delle strade sostenute dai comuni della montagna in questo inverno da record. L’allarme viene dagli amministratori che, conti alla mano, osservano un incremento notevole, fino al 50%, dei costi rispetto agli anni passati. Una situazione che preoccupa, tanto più se si considera che ancora l’inverno non è finito. Già da domani, infatti, le previsioni meteo promettono nuove intense nevicate fino a 1000 metri di quota. «Per Abetone quest’anno le spese di spalatura sfiorano già i 600mila euro – spiega il sindaco Giampiero Danti – quasi insostenibili per un piccolo ente come il nostro. Spaliamo tutte le strade con mezzi comunali, tranne alcune più periferiche affidate a ditte esterne. Ma quest’anno, visto anche l’aumento del costo del carburante, la spesa è schizzata in alto. Per adesso abbiamo superato di circa 150mila euro la spesa storica, ma l’inverno non è ancora finito ed il periodo più critico per il ghiaccio è la primavera. Chiederemo lo stato di calamità alla Regione, ma per il futuro occorre trovare una soluzione come la compartecipazione dei privati». Dati confermati dalle misurazioni fornite dal pluviometro di Boscolungo secondo cui, in questa stagione, sono caduti oltre 6 metri di neve.
«L’aumento delle spese di spalatura è un problema per tutti i comuni montani- spiega il sindaco Claudio Gaggini di Piteglio – stimiamo circa il 30% in più sui dati storici. Tutti d’accordo ci siamo attivati per lo stato di calamità, specie per i giorni dal 23 al 25 febbraio quando abbiamo dovuto garantire l’accesso ai seggi». «A Cutigliano – spiega l’assessore ai lavori pubblici Lorenzo Pieracci – ci siamo tutelati almeno in parte grazie alla forma di contratto che prevede un massimale di spesa raggiungibile. Per gli ultimi due anni siamo riusciti a concordare un tetto di 112mila euro, inferiore rispetto ai 145mila del 2009 e ai 138mila del 2010, che quest’anno è già stato sforato. Più che per la spalatura in sé, perciò, a metterci in difficoltà sono i costi per l’acquisto del sale (già 12mila euro) e la manodopera dei nostri operai, sia per le ore di straordinario che per il distoglimento da altre mansioni». «Abbiamo superato ogni previsione di spesa – spiega il sindaco di San Marcello Silvia Cormio – siamo già oltre 60mila euro, quasi il doppio della spesa storica (35-40mila euro). Abbiamo impiegato 4 mezzi comunali e 4 trattori di ditte esterne, ma le nevicate sono state di carattere eccezionale. In paese sono caduti 40 cm di neve ed in certe frazioni la situazione era critica». «Abbiamo chiesto lo stato di calamità tramite Uncem – spiega il sindaco Marcello Melani – Sambuca è stato uno dei comuni più colpiti dalle nevicate con grossi problemi sulla statale 64. 80 cm di neve sono caduti a Taviano, 1 metro e 60 a Casa Sarti, dove la comunità di Elfi è rimasta isolata. Abbiamo già speso 120mila euro, contro circa 80mila di spesa storica. Dove li troviamo?».
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