Gioco
«Manutenzione coi soldi destinati al Pum»
Bartolomei rivendica l’emendamento al bilancio poi bocciato: «Questa è un’emergenza»
PISTOIA. Stanziare 150mila euro per la manutenzione straordinaria di strade e marciapiedi stornando la cifra dalla voce di bilancio destinata al Pum, il piano urbano della mobilità. Era questo l’emendamento proposto da Alessio Bartolomei di Pistoia Futura al bilancio di previsione 2013, approvato una ventina di giorni fa. Bilancio approvato, ma non la proposta di Bartolomei, che adesso fa la voce grossa contro la maggioranza. «Il problema della pessima condizione delle strade è esploso dopo l’ultima nevicata, ma sono mesi che riceviamo proteste e segnalazioni – dice Bartolomei – la mia proposta era saggia, perché la manutenzione straordinaria è un’ermergenza, mentre il Pum è un provvedimento complesso e dai tempi lunghi, la cui gestazione ed effetti si diluiscono nel corso di anni, non del solo 2013.Ecco l’idea di liberare una somma di quella cifra per finanziare lavori urgenti e non più derogabili. Il Pum è importante, ma la sicurezza dei cittadini lo è molto di più». Bartolomei fa notare come Pistoia sia il quinto comune più grande d’Italia, con un reticolo viario enorme, pari a 680 chilometri: «Di queste strade, 350 chilometri sono asfaltate, che significa costi enormi. Il Comune prima poteva permettersi di spendere circa un milione l’anno per la manutenzione ordinaria, ora c’è un rallentamento notevole per via della crisi economica. Il risultato è che siamo tornati nelle pessime condizioni del 1988 e le richieste di risarcimento danni sono aumentate a dismisura». Il Comune è assicurato sulla responsabilità civile da danni dovuti alla cattiva manutenzione delle strade e degli immobili. Un’assicurazione piuttosto costosa, dice Bartolomei, ma che il Comune riusciva a sostenere fino a quando le richieste di risarcimento si limitavano a una decina l’anno. «Adesso c’è un vero boom».
L’altro problema, secondo il capogruppo di Pistoia Futura, è legato ai lavori non coordinati con le aziende pubbliche, con il regolamento comunale del 2003 continuamente disatteso. «Le aziende come Publiacqua, Toscana Gas e Telecom sarebbero tenuti ad affettuare lavori secondo precise regole, per esempio quella di rifnire tutta l’area adiacente allo scavo svolto e non solo quella immediatamente sopra la buca che si è scavato. Questo, ovviamente, comporta costi in più e c’è quasi un tacito accordo fra aziende pubbliche e dirigenti comunali a non rispettare il famoso regolamento». (f.a.)
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