Il Tirreno

Pistoia

Banca di Vignole insolvenze cresciute del 40% in un anno

di Beatrice Faragli
Banca di Vignole insolvenze cresciute del 40% in un anno

Bilancio chiuso con un utile di 1,8 milioni, ma le aziende, in crisi, non chiedono più finanziamenti per l’attività

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QUARRATA. Diminuiscono le richieste di finanziamenti da parte di aziende e famiglie, e aumentano di oltre il 40% i soggetti in stato di insolvenza. Picco vertiginoso, superiore al +175%, anche per i crediti deteriorati. È la fotografia della crisi attraversata dal territorio locale, che emerge nel bilancio 2012 della Banca di credito cooperativo di Vignole e della Montagna Pistoiese.

Le sofferenze nette della banca, pari a 21,9 milioni di euro, registrano una crescita annua del 40,8%, che equivale a 6,3 milioni. Un dato che non fa altro che trascrivere su carta il momento di estrema difficoltà della Piana, e che parla da solo. Così come quello sulle rettifiche di valore per crediti deteriorati: in un anno aumentati di 8,4 milioni (fino ad arrivare a 13,2 milioni di euro). E poi ci sono le mancate richieste di finanziamento. «In un clima di incertezza generale – spiega il direttore Elio Squillantini – non si investe più». Nel 2012, le domande respinte per accedere al credito non hanno superato il 3%. «La crisi non è in linea con l’annata precedente: è peggiorata».

Gli impieghi a cliente, come spiega il presidente Giancarlo Gori, tra il 2011 e il 2012, sono diminuiti del 2,6%, ovvero di 16,5 milioni di euro. «La riduzione – sottolinea Squillantini – non è stata causata da una politica di restrizione nella concessione del credito, ma dalla bassa richiesta di finanziamenti per finalità di investimenti produttivi, dovuta alla crisi economico finanziaria, che da tempo interessa anche il territorio di riferimento della nostra banca, e dalla ridotta capacità reddituale delle famiglie, che ha determinato il crollo delle richieste di credito al consumo e di mutui residenziali».

Il bilancio 2012 della Bcc di Vignole e della Montagna pistoiese, secondo Gori e Squillantini, va letto proprio alla luce del difficile contesto in cui famiglie e piccole imprese stanno arrancando. «Il minor fatturato delle aziende dal 2008 al 2012 oscilla tra il -30 e il -40%». Nonostante il periodo, mai così nero, «grazie a un’attenta gestione bancaria – spiega il direttore- siamo riusciti a mantenere un indispensabile equilibrio finanziario e patrimoniale (il patrimonio netto della banca aumenta dell’8,66%), che ci ha consentito di rinnovare il nostro sostegno all’economia locale e di chiudere il bilancio in positivo, con un utile netto di oltre un milione e 800mila euro, di poco inferiore (-15,35%, ndr) rispetto a quello del 2011. Per la Bcc di Vignole, la liquidità e il patrimonio non sono un problema».

Con l’ultimo bilancio crescono i soci della banca (5.362 in tutto, con un incremento netto di oltre 200 soci nell’ultima annata), e la raccolta diretta e indiretta. E infine, c’è il capitolo più recente del credito cooperativo di Vignole, quello che riguarda la fusione con la Montagna pistoiese. «Il supporto al territorio – spiega Squillantini – non si evidenzia solo con i numeri. Lo vediamo in montagna, un’area oltremodo svantaggiata, che impone alla banca un maggior sacrificio». «L’operazione – sottolinea il presidente Gori - ha garantito la continuità della presenza del movimento cooperativo. In un periodo di recessione economica, la Bcc conferma il suo fondamentale ruolo anticiclico a sostegno dell’economia locale». Il 19 maggio, il bilancio sarà sottoposto all’approvazione dell’assemblea annuale dei soci.

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