Il Tirreno

Pistoia

Strada impraticabile, artigiani in rivolta

di Sauro Romagnani
Strada impraticabile, artigiani in rivolta

Proteste dalla zona degli Occhiali: «Consegne in ritardo per i tir bloccati dalla neve, svincolo e parcheggio mai realizzati»

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BARDALONE. Una forte, anzi fortissima, protesta sale dalla zona industriale "Occhiali" di Bardalone. Le aziende che vi sono insediate sono stanche di promesse non mantenute e sono irritate perché, dicono, qui da noi c'è la tendenza a risolvere i problemi quando è tardi per farlo. A sostegno di questa tesi portano le recenti vicende che vedono la chiusura di aziende, private e pubbliche, anche di rilevante importanza per l'economia della zona, ma anche l'eliminazione di servizi fondamentali e soprattutto le opere promesse per la loro zona e non realizzate.

«Non servono le fiaccolate postume e l'esposizione di bandiere per protestare quando le aziende chiudono, ma occorre intervenire prima che questo accada. Questo è bene rammentare ai nostri rappresentanti politici che hanno la tendenza a farsi belli quando le cose vanno bene e a sparire quando invece sarebbe necessaria la loro presenza e il loro intervento». Giampiero Bruschi, socio dell'azienda Fratelli Martinelli, la più grande azienda della montagna pistoiese con i suoi 66 dipendenti e i suoi 4.500 metri quadrati di capannoni coperti e un mercato di livello mondiale. «I problemi devono essere risolti quando è necessario. Qui si arriva sempre in ritardo. Quando nevica i mezzi spalano la neve quando le aziende sono già aperte e i mezzi di trasporto già si sono fermati lungo la strada. Vi fornisco la foto di un camion venuto da noi dalla Polonia che non ha trovato difficoltà fino a Bardalone dove si è dovuto fermare, a 300 metri dalla nostra azienda, bloccando conseguentemente tutto il traffico sulla regionale 66. Vorrei rammentare che qui arrivano 5-6 grossi camion al giorno e la strada di accesso alle aziende, anche senza neve è quella che ognuno può vedere: insufficiente e mal tenuta».

Dello stesso parere è Rita Ferrari socia della Rbg, un'azienda di carpenteria. Luca Catinari, dell'azienda meccanica Cnc, con 7 dipendenti: «E' dal 1960 che si fanno incontri, già mio padre li aveva fatti, e non si vede niente. L'ultima riunione, con all'oggetto la strada, con le autorità l'abbiamo fatta nel 2011. Tutte le aziende (in tutto sono 9) presenti qui nella zona degli "Occhiali" si erano impegnate a cofinanziare il progetto di sistemazione della strada che prevedeva l'importantissima realizzazione di uno svincolo nella zona di accesso dalla regionale 66. Le autorità ci avevano assicurato il loro intervento. Ad oggi sono trascorsi altri due anni e niente di fatto».

Anna Cecchi, dell'azienda Cecchi Nello specializzata in prodotti idraulici: «La lottizzazione prevedeva la realizzazione di un parcheggio. Si era richiesta una zona di svincolo, al termine della strada che è di tipo chiuso, dove i Tir potessero girare, ma ad oggi niente. Tute le aziende presenti hanno firmato per poter avere il metano, ma ad oggi ancora niente. Segnalo inoltre due cose che tutte le aziende hanno sollevato. Quest'anno con la spalatura della neve non si sono raggiunti risultati sufficienti, in molti abbiamo dovuto provvedere in proprio. Il secondo attiene alla prevenzione, che se fatta fa risparmiare. Lungo la strada c'è un avvallamento evidente, è dovuto al cedimento di una fogna sottostante, non si aspetti ad intervenire quando la strada sarà franata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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