Il dolore
Infermieri in campo per difendere il corso di laurea
In tanti hanno partecipato all’assemblea al Collegio Ipasvi L’impegno della Provincia per portare la protesta in Regione
PISTOIA. Tutti insieme per difendere il corso di laurea in infermieristica. A fianco degli studenti, delle istituzioni, dell’Asl e del polo universitario pistoiese, si sono schierati anche gli infermieri professionisti, che ieri pomeriggio hanno affollato la sala della sede provinciale del loro collegio, l’Ipasvi, in via Renato Fucini. Segno che assicurare una formazione adeguata alle giovani leve è questione che preoccupa anche chi quel delicato mestiere lo svolge da anni.
L’assemblea era stata convocata proprio dal Collegio Ipasvi, dopo la diffusione della notizia che l’Università di Firenze ha deciso di centralizzare il corso di laurea, portando a Firenze tutte le attività delle sedi periferiche, prima tra tutte Pistoia, e lasciando solo laboratori e tirocinio sul territorio. Nell’ultimo consiglio del corso di laurea la decisione – stando ai bene informati – è stata presentata come irrevocabile.
A Pistoia sono circa un centinaio gli studenti che frequentano il corso. La cui presenza in città è ormai una realtà consolidata da anni.
«Siamo soddisfatti dell’andamento della serata – commenta la presidente del collegio Ipasvi pistoiese, Tamara Procopio – perché gli infermieri presenti erano tanti, segno che la questione sta loro molto a cuore. Le istituzioni politiche si sono schierate con chiarezza contro l’ipotesi di una chiusura. In particolare la presidente della Provincia Federica Fratoni, che per l’occasione parlava anche a nome del sindaco Bertinelli, ha preso l’impegno di portare nuovamente in Regione le ragioni contrarie ad una chiusura del polo pistoiese. Anche il direttore generale dell’Asl Roberto Abati ha avanzato proposte concrete, in particolare la creazione di nuove iniziative di formazione. Proposte che noi non vediamo negativamente, parlo ad esempio di Master e corsi di alta formazione. Ma questi non possono sostituire il corso di laurea».
A spingere l’Università alla decisione di tagliare la sede pistoiese ci sono le norme orientate al risparmio della legge Gelmini che impongono la centralizzazione dei corsi triennali perché gli insegnanti non possono essere incardinati in sedi periferiche...
«Vero – replica Procopio – ma anche nella legge Gelmini dei margini ci sono. E quella di Pistoia sarebbe proprio un’esperienza da conservare. Perché in una realtà di queste dimensioni si possono unire teoria e pratica come non potrebbe avvenire a Firenze, concentrando insieme 600 studenti. Proprio queste caratteristiche hanno fatto col tempo del polo pistoiese una realtà di eccellenza».
Alla fine dell’incontro è stato deciso di riaggiornare la situazione alla presenza dei partecipanti nel giro di poco tempo. Tra poco, comunque, si svolgerà un nuovo incontro in Regione con le istituzioni pistoiesi, che potrebbe portare delle novità sulla vicenda. L’esito dell’incontro fiorentino sarà proprio oggetto di un nuovo summit tra enti locali, Uniser, Asl e Collegio infermieri.
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