Il Tirreno

Pistoia

Addio bistecca, c’è pollo o macinato

di Bernardo Carradori ;
Addio bistecca, c’è pollo o macinato

E i panettieri ammettono: i clienti non comprano più la focaccia e se il pane avanza non lo buttano più. Lo riscaldano

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PISTOIA. Se in periodo di crisi diventa una speculazione economica anche investire la moneta da un euro per prendere il carrello al supermercato, meglio far compere alla vecchia maniera, tra botteghe e negozi alimentari della città. Chiare le tendenze della clientela pistoiese, piuttosto uniforme nel decidere cosa lasciare ai ganci d’acciaio delle macellerie, sugli scaffali di legno imbiancati di farina dei fornai e nelle cassette col ghiaccio delle pescherie: in calo i consumi di vitello, pizza, schiacciata e quasi tutti i tipi di pesce. I carnivori rivedono le proprie priorità. La grande vittima della crisi è sicuramente la bistecca fiorentina, prodotto meno venduto nelle macellerie, il cui prezzo staziona attorno ai 20 euro al kg. Le carni bianche, come prevedibile, sono in aumento: per un pollo sono sufficienti dai 3 ai 5 euro al kg. Buono il trend della carne suina, ormai da molti preferita a quella bovina, infatti il costo delle bistecchine di maiale è di circa 9 euro al kg. L’agnello resta un cibo legato al periodo delle feste, anche per il prezzo non troppo accessibile: ci vogliono 18 euro per un kg di costolette. Per concludere il macinato, sugli 11 euro al kg, e il prosciutto crudo, da 2 a 4 euro l’etto, rimangono una costante per le famiglie pistoiesi. ‘’Il primo indizio del cambiamento – conferma Battista Bisogni, della macelleria da Battista in via di Stracceria - è che sono aumentate le vendite di pollame, cioè le più convenienti. In generale va molto il macinato. Il maiale rappresenta un buon compromesso tra il vitello e il pollo. Infine resta il manzo; la fiorentina vende sempre meno. Lo spezzatino invece si mantiene su buoni livelli’’. Anche Renzo Cipollari, presidente Federcarni Pistoia e proprietario della macelleria Cipollari in piazza della Sala, nota un cambio nelle abitudini della clientela. ‘’I tagli pregiati, quelli del posteriore del vitello,- spiega Cipollari- sono decisamente il prodotto meno richiesto. I tagli anteriori invece , cosiddetti ‘’di seconda’’, cioè meno costosi (lesso, magro di spalla e spezzatino) danno ancora buoni margini di guadagno. La carne bianca è in crescita. Gli affettati e i salumi si mantengono stabili, tranne per il fatto che vendiamo sempre meno tranci di prosciutto’’. Al pane invece non si rinuncia, al massimo a pizza e schiacciata. Per un kg di pane toscano occorrono circa due euro e cinquanta, così come per l’integrale. Focaccia e pizza costano nettamente di più, tra gli 8 e i 10 euro al kg per la prima, intorno agli 11 per la seconda. «Il pane ha un ottimo successo,- afferma Franco Gelli, dell’antica Panetteria Gelli, in porta S.Marco - sono calate pizza e schiacciata. Il 90% circa dei nostri incassi deriva dal classico pane toscano. E’ tuttavia evidente che le persone spendono meno, e magari riscaldano il pane avanzato».

«Questo settore – aggiunge Paolo Ballati, del forno Ballati in via dei Fabbri – è meno in crisi di altri. Il nostro pane piace molto. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, anche quello speciale, ai cereali o al mais e noci, che sono più cari. La nostra clientela è variegata, ma ho notato che tutti i pistoiesi sono molto oculati. Anche chi potrebbe spendere qualcosa in più sta molto attento al risparmio».

Caso particolare è quello del mercato ittico: in diminuzione proporzionale la domanda di tutti i tipi di pescato. I pesciai rispondono con varie offerte quotidiane. I prezzi variano molto, anche del doppio, tra pesce d’allevamento e pesce di mare: dai circa 12 euro al kg fino ai 25 di orate e spigole. Restano stabili il consumi di salmone (12 euro al kg)e vongole (9 euro al kg). «Tutte le vendite – dichiarano Ilde ed Elena della pescheria Atlantide, sul viale Adua - sono calate, senza eccezioni. Il prezzo poi dipende dalla quantità di pescato. Anche molluschi, come cozze e vongole o i piccoli crostacei sono richiesti, ma meno di prima’’. Anche alla pescheria La Rotonda di Porta al Borgo i clienti si conquistano con gli sconti. «’Ogni giorno, dal mercoledì al sabato, - dice Albertelli Liliana- proponiamo un’offerta in base a quello che i pescatori ci forniscono al mercato del pesce. Sogliole e pesce azzurro sono i prodotti che vendiamo di più. I clienti preferiscono venire una volta in meno , ma mangiare bene».

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