Il Tirreno

Pistoia

Sarà difficile dare una casa ai figli

di Beatrice Faragli
Sarà difficile dare una casa ai figli

Si allargano a Quarrata ed Agliana le aree soggette a rischio idraulico, dove non sarà possibile costruire un metro cubo

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QUARRATA. Aumentano le aree a pericolosità idraulica elevata nella Piana, e per molte zone di Quarrata e di Agliana il blocco degli interventi edilizi è dietro l’angolo. Stavolta però la crisi non c’entra. A vietare quasi tutte le costruzioni nelle cosiddette “PI4”, ovvero quelle porzioni di terreno in cui il rischio di finire sott’acqua è altissimo, è la legge regionale 21 del 2012, che unita al peggioramento della pericolosità idraulica evidenziata dagli ultimi studi sull’area dell’Ombrone, andrà a aumentare significativamente il perimetro considerato “intoccabile” (a meno che non venga riclassificato attraverso la realizzazione di opere onerose per la messa in sicurezza idraulica).Chi, ad esempio, ha intenzione di dividere la propria casa, oppure di ampliarla, per dare un tetto al figlio che si sposa e che mette su famiglia, potrebbe avere presto le mani legate nelle frazioni di Caserana e Catena, due tra le località più colpite dal peggioramento in arrivo. Lo studio dell’Autorità di Bacino sull’area dell’Ombrone, che a dicembre ha ottenuto il parere favorevole del Comitato tecnico e che servirà ad aggiornate il Pai (piano per l’assetto idrogeologico), mostra infatti il passaggio di alcune aree, finora considerate a pericolosità idraulica media, in fascia “IP 4”. L’ampliamento delle zone gialle (così vengono indicate) è ben noto alle amministrazioni locali ma, in questa fase di studio e approfondimento, non ha alcun valore. In vigore, per adesso, resta il Pai del 2004, ben più benevolo rispetto agli ultimi sviluppi emersi. «Il futuro di Quarrata – commenta Daniele Manetti di Legambiente – passa dal piano dell’Autorità. Visto che il regolamento urbanistico del Comune sta per scadere, come intende muoversi l’amministrazione?» chiede l’esponente dell’associazione ambientalista. «Occorre informare i cittadini dell’evoluzione legata alle aree “PI 4” e incontrare gli assessore competenti per capire cosa ne pensano» afferma Manetti. «Per il momento – spiega il sindaco Marco Mazzanti - lo studio dell’Autorità di bacino, non è ancora norma, quindi in vigore resta il “vecchio” Pai. Vedremo nei prossimi mesi cosa accadrà. Se lo strumento urbanistico dovesse nascere sulla base dell’attuale piano, in seguito dovrà evidentemente essere modificato». Sul nuovo scenario, il Comune di Quarrata e quello di Agliana, non hanno rilasciato parere positivo. Così ha deciso anche Prato, su un totale di 11 Comuni complessivamente interessati. «Hanno fatto da sé, senza farci partecipare ai lavori – spiega Mazzanti – Il nuovo iter verso l’approvazione del Pai è stato fatto senza coinvolgere i Comuni, né da un punto di vista tecnico né politico. Abbiamo preso atto dello studio ritenendo però opportuno non rilasciare un parere favorevole che avrebbe formalizzato una nostra partecipazione in realtà mai avvenuta». «Abbiamo bocciato la decretazione – spiega il vicesindaco di Agliana, Italo Fontana – a causa di alcuni aspetti formali. Il nostro regolamento urbanistico (approvato a luglio 2012, ndr) – precisa inoltre l’assessore - aveva già ampliato le zone a elevato rischio idraulico, ma senza raggiunge i livelli di peggioramento evidenziati nello studio dell’Autorità di bacino. La mitigazione del rischio idraulico e la tutela dei cittadini e del territorio restano prioritarie, dobbiamo però anche dire che di fronte all’aumento delle zone gialle salta un certo discorso economico che ogni Comune fa. Con la legge regionale del 2012, una norma che deve molto all’emotività del momento (fu varata infatti dopo la tragedia in Lunigiana, ndr), non è più possibile neppure il frazionamento dell’esistente nelle “PI 4”».

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