Sicurezza
Capecchi ribatte: «Lapietra, ci vorrebbe più coerenza»
PISTOIA. Continua il ping pong al veleno tra i vertici provinciali del Pdl e il leader della minoranza interna al partito, Alessandro Capecchi sulla valutazione da dare al risultato conseguito dal...
PISTOIA. Continua il ping pong al veleno tra i vertici provinciali del Pdl e il leader della minoranza interna al partito, Alessandro Capecchi sulla valutazione da dare al risultato conseguito dal partito. Dopo l’intervista sull’esito delle elezioni di Alberto Lapenna, e dopo la dura replica di Capecchi, il vicecoordinatore Lapietra ha risposto duramente e ora Capecchi controreplica. «Lapietra nega l'evidenza, non risponde nel merito e attacca sul piano personale perché non è in grado di svolgere adeguate argomentazioni politiche».
«Il vice del Lapenna è più realista del Re – continua Capecchi – e sproloquia perché vuole accreditarsi con il suo nuovo padrone. Non sto a farla lunga, dato che conosco il Lapietra da anni, e quindi so bene che è tempo sprecato. I numeri per chi sa leggere parlano da soli, e non serve a nulla ammettere che il Pdl in provincia ha perso 30mila voti se poi si paragona il dato con le regionali del 2010, perché a tali elezioni in Toscana votarono 500 mila persone in meno ed il Pdl a Pistoia prese il 30,5% (e comunque più voti in assoluto che a queste politiche)».
«Purtroppo – dice ancora Capecchi – vedere la politica solo dal punto di vista del tornaconto personale porta ad applicare agli altri lo stesso metro di valutazione, facendo anche errori grossolani. Se mi fosse fregato qualcosa di incarichi e prebende infatti al congresso provinciale mi sarei attenuto a quel che i vertici desideravano, anche a costo di rimangiarmi - come ha fatto lui - tanti ragionamenti su merito, partecipazione, selezione». «Quindi, per evitare le critiche – conclude Capecchi – basterebbe essere un po' più onesti e minimamente coerenti con quello che si è promesso; coinvolgere le persone per quello che valgono e non per la loro fedeltà al capo di turno, fare vera politica e non solo propaganda».
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