La manifestazione
«Melani era già decaduto dal Pd»
Sindaco senza tessera, la replica della segreteria provinciale
SAMBUCA. Il sindaco Marcello Melani ha spiegato nei giorni scorsi i motivi per i quali ha deciso di non rinnovare la tessera del Pd. Pronta la risposta della segreteria provinciale del partito, in particolare di Barbara Vannelli e Riccardo Trallori, rispettivamente tesoriere provinciale e responsabile organizzazione e coordinatore della segreteria. «Melani preso dai tanti impegni del proprio mandato, ha evidentemente perso tanti passaggi importanti della vita del Partito democratico – scrivono – per lo meno per quanto riguarda gli ultimi due anni e mezzo circa». I due esponenti Pd citano lo statuto nazionale, dove si parla delle quote da versare al partito da parte di chi ricopre cariche. Sulla base di questo principio, prosegue la replica, la segreteria provinciale ha lavorato con tre obiettivi: la trasparenza, l’equità e proporzionalità e il rispetto delle regole. «All’interno di questo nuovo percorso di trasparenza, è stato chiesto con forza da più parti e sono stati messi in atto già a partire dal 2011 i controlli sul rispetto dei doveri contributivi degli eletti, troppo a lungo rimasti inattesi. Il partito provinciale di Pistoia ha infatti concluso le procedure sulle verifiche per l’anno 2011 e si sta già adoperando per quelle dell’anno appena concluso. Dispiace constatare che, a parte l’invio di una serie di ricevute e scontrini di spese varie, il sindaco Marcello Melani non abbia finora mai trovato il tempo di confrontarsi, né in occasione dei vari incontri promossi per la definizione del nuovo regolamento finanziario, né in seguito alle sollecitazioni e comunicazioni inviate al riguardo a mezzo raccomandata, anche dalla commissione di garanzia del partito».
«È in virtù di questo lungo e complesso iter procedurale che Marcello Melani risulta decaduto dall’anagrafe degli iscritti al partito gia da diversi mesi – fanno sapere il tesoriere e il responsabile dell’organizzazione del Pd – in seguito ai provvedimenti disciplinari previsti dallo statuto nazionale del Partito Democratico».
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