Gioco
Vettori parlerà al convegno in un video dal letto di morte
L’ex sindacalista ha registrato le immagini in ospedale, pochi giorni prima di spirare Stamani l’incontro con i familiari dei morti per l’Eternit di Casale, tanto voluto da Marco
PISTOIA. Avrebbe tanto voluto esserci anche lui, stamani, all’incontro con l’Associazione familiari vittime dell’amianto di Casale Monferrato. Ma il tumore prima l’ha inchiodato in un letto d’ospedale; poi – mercoledì scorso – lo ha sconfitto definitivamente.
Ma Marco Vettori stamani all’incontro, in programma alla Fabbrica delle emozioni di via Antonelli 305, ci sarà lo stesso. Verrà infatti proiettato un video realizzato appena una settimana fa: Vettori, visibilmente sofferente, dal suo letto d’ospedale, per mezz’ora racconta la sua esperienza nella lotta contro l’amianto killer e per il riconoscimento dell’esposizione ai lavoratori che per anni lavorarono a contatto con la sostanza cancerogena. Quelle riprese sono costate moltissimi sforzi all’ex sindacalista, tanto che il video ha dovuto essere registrato in due riprese. «Ma è stato Marco a insistere e a farci tornare, quel lavoro voleva finirlo» spiega Sandra Fabbri, direttrice della fondazione Attilia Pofferi, che da anni si occupa di lotta contro i tumori e che di Vettori e della sua famiglia è una grande amica.
Al convegno in programma stamani parlerà innanzitutto Bruno Pesce, coordinatore dell’Associazione familiari e vittime dell’amianto di Casale Monferrato. Seguirà l’intervento video di Marco Vettori.
«Il tema che accomuna Casale Monferrato e Pistoia – si legge in una nota firmata da Marta Porta per l’associazione Voglia di vivere e da Adriano ElioPacini per il Calcit – è l’amianto e i danni che l’uso di questo materiale ha portato, e porterà ancora per molti anni a venire, alle popolazioni esposte. La caratteristica di questo minerale è quella di essere altamente cancerogeno e di provocare in particolare un tumore, il mesotelioma, che si manifesta anche trent’anni dopo esserne venuti a contatto».
A Casale Monferrato amianto significa soprattutto eternit: la città piemontese era infatti la sede di uno stabilimento del gruppo industriale che realizzava le coperture in amianto.
Le morti da amianto furono al centro di un’inchiesta del pretore Guariniello.
Il 13 febbraio 2012 il tribunale di Torino emise una sentenza storica, condannando in primo grado i proprietari della Eternit a 16 anni di reclusione per "disastro ambientale doloso permanente" e per "omissione volontaria di cautele antinfortunistiche", e obbligandoli al risarcimento di circa 3000 parti civili oltre al pagamento delle spese giudiziarie.
L’incontro in programma stamani si inserisce nel corso di formazione per volontari finanziato dal Centro servizi del volontariato per la Toscana intitolato “Conoscere per partecipare insieme alle scelte di salute” e si propone di informare i partecipanti su una realtà in cui i cittadini, colpiti in prima persona, sono riusciti ad ottenere giustizia in sede legale.
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