Ma i politici disertano la piazza
Il sindaco Cormio: «Non sono stata invitata, e quei volantini erano offensivi»
SAN MARCELLO. Stanchi ma soddisfatti. Così si sono definiti giovedì sera i componenti del Comitato per il recupero ammanco al termine della lunga giornata che, a due anni esatti dalla scoperta dei noti fatti in Comunità Montana, li ha visti impegnati in due iniziative di protesta. «L’esito è stato al di sopra delle aspettative– commenta la portavoce Graziella Cimeli– per la grande partecipazione di persone da tutta la montagna e di tutte le età, compresi diversi giovani, e per essere riusciti a parlare con Boccia e Grieco che ci conoscevano attraverso la carta ma con cui non avevamo mai intessuto contatti diretti. Ci hanno dato la possibilità di incontrarci e confrontarci di nuovo». Quanto alle indagini, «Eller avrebbe predisposto non una ma tre relazioni- riferisce Cimeli - una per i sindaci (quella che tutti conoscono), poi c’è quella coi 2 capitoli secretati e la terza più approfondita per la Procura, si pensa corredata di nomi e cognomi, consegnata solo il 28 febbraio. Adesso la magistratura dovrebbe avere gli elementi necessari a trarre le prime conclusioni».
Non sono mancate le polemiche per la quasi totale assenza di amministratori. «Un’ulteriore occasione persa – commenta Luisa Soldati, ex assessore in giunta Strufaldi –sintomo del disinteresse delle istituzioni a risolvere il generale sbandamento della montagna. Il loro atteggiamento sull’ospedale è stato più variabile del tempo a primavera, sull’ammanco c’è stato troppo silenzio mentre le istituzioni dovevano farsi carico di tenere informati i cittadini».
Graziano Nesti, presente sul campo, auspica che le manifestazioni servano ad invertire la tendenza alla perdita di servizi essenziali in montagna.
Abbiamo contattato alcuni sindaci. «La manifestazione può essere condivisa nel chiedere notizie sull’ammanco e per la preoccupazione sulla situazione generale di disagio – spiega il sindaco Silvia Cormio – ma non i toni duri verso gli amministratori sui volantini. Nessuno ci ha invitato alla marcia e mi è sembrato di capire che la presenza di amministratori non fosse troppo gradita».
«Queste iniziative dal basso sono tutte condivisibili – concorda Claudio Gaggini – purché non vadano ad intaccare le persone. Non mi permetto di giudicare chi mi ha preceduto e non conosco, ma so per certo quanto io, come i miei attuali colleghi, mi sono speso e mi sento tuttora gravare dalla questione della Comunità Montana. Non accetto certi toni sui volantini».
«La giunta ha fatto tutto il possibile per mettere chi di dovere in condizione di lavorare– conclude Carluccio Ceccarelli – anch’io sono fra i primi a chiedere chiarezza ma mantengo la mia fiducia che, pur nei tempi necessari, la verità verrà a galla».
Elisa Valentini
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