Italia
Lapietra: Capecchi, basta con le polemiche
Per il vicecoordinatore, il leader della minoranza spara critiche da quando non è entrato alla Camera
PISTOIA. Replica duro il vicecoordinatore Pdl Patrizio Lapietra all’intervista di due giorni fa con cui Alessandro Capecchi, leader della minoranza interna al partito, aveva criticato la lettura del voto politico proposta dal coordinatore provinciale Alberto Lapenna.
«È vero – scrive Lapietra – se vogliamo analizzare i dati della nostra provincia, rispetto al 2008 abbiamo perso circa 30.000 voti. Nessuno lo nega, è un dato di fatto. Ma nessuno ricorda, o meglio credo che nessuno voglia ricordare, che già nel 2010, alle elezioni regionali, che pur essendo un voto amministrativo, hanno una loro analogia con il voto politico, avevamo perso, sempre in termini assoluti, circa 30.000 voti, rispetto al 2008».
In termini assoluti, quindi, Pistoia ha preso gli stessi voti del 2010. «Nel 2010, peraltro – continua Lapietra – se non ricordo male, chi oggi grida allo sfascio, era alla guida del partito, rappresentava il partito locale in Regione, essendo membro del coordinamento regionale, e se non ricordo male era totalmente in linea con le direttive del partito».
«Oggi – si legge ancora – si accusa i vertici del Pdl di essere una casta, l’unica differenza che c'è con i vertici del 2010 è che oggi non c’è più Capecchi, e guarda caso, proprio dal 2010, quando l'onorevole Faenzi eletta in consiglio regionale decise di non dimettersi da parlamentare e quindi non consentire a Capecchi di entrare in Parlamento, sono iniziate le polemiche, a volte anche ingenerose».
Lapietra ammette che «non tutto va bene all’interno del Pdl, che ci sono sicuramente posizioni politiche e strategie da rivedere, ma questo è una cosa, che legittimamente fa parte di un confronto interno». Altra cosa, secondo il vicecoordinatore, «è delegittimare sempre e comunque il partito e i suoi rappresentanti per creare solo macerie e sperare poi di diventare il salvatore della patria. Voglio inoltre ricordare che i rappresentanti locali sono stati eletti democraticamente da un congresso dove lo stesso Capecchi, candidandosi a coordinatore provinciale, è stato chiaramente sconfitto. Lanciare critiche è legittimo, ma a fronte di un apporto costruttivo».
«Ci avevano insegnato – conclude Lapietra – che quando una comunità è attaccata, si fa quadrato per difenderla, evidentemente a Capecchi questo insegnamento non è arrivato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google