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Amianto killer, nella videointervista postuma l’atto d’accusa di Marco Vettori
Nelle immagini l’ex sindacalista morto di tumore mercoledì scorso parla di carenze di controlli e invita a proseguire la sua lotta
PISTOIA. Un vero atto d’accusa e una testimonianza commovente: questa è la videointervista a Marco Vettori, leader della battaglia contro l’amianto a Pistoia scomparso mercoledì scorso, che è stata proiettata nel corso dell’incontro sulla lotta della popolazione di Casale Monferrato contro la sostanza killer. Nel video, lungo quasi mezz’ora, Marco Vettori, 60 anni, il volto scavato dal male ma gli occhi lucidi e decisi, dal suo letto d’ospedale ripercorre le vicende della vertenza amianto alla Breda, lo stabilimento ferroviario dove ha lavorato dagli anni Settanta fino al Duemila. Due in particolare i punti sottolineati da Vettori: la latitanza dei controlli e la scarsa consapevolezza che in fabbrica si aveva della pericolosità dell’amianto, anche negli anni Ottanta e il fatto che vi siano lavoratori esposti all’amianto anche nel nuovo stabilimento che la Breda aprì nel 1973.Infine Vettori invita a proseguire la sua lotta.
La proiezione del filmato è stata salutata da un lungo applauso dei presenti, che si sono anche alzati in piedi per rendere omaggio all’ex sindacalista ed ex consigliere comunale che ha dedicato la vita alla lotta per i diritti delle persone esposte all’amianto. In prima fila, le lacrime agli occhi, la figlia Valentina e numerosi amici, ex compagni di lavoro, sindacalisti e politici.
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