Sicurezza
Studenti del Capitini nel cuore dell’Africa
I racconti entusiasti dei ragazzi della 5ª C che hanno partecipato alla trasferta in Camerun
AGLIANA. «Torni – racconta Giulia Martini, della classe 5ª C dell’Istituto tecnico commerciale Capitini - e ti cambia il modo di vedere la vita: capisci cosa che è veramente importante e ciò che invece va lasciato perdere fino in fondo». Sono entusiasti i racconti dei dieci studenti del commerciale di Agliana, reduci da un viaggio di una settimana a Fontem, un villaggio di 50 mila abitanti immerso nella foresta equatoriale del Camerun, finanziato dalla Fondazione “Il cuore si scioglie” di Unicoop Firenze: gli studenti, selezionati sulla base della conoscenza dell’inglese e del rendimento scolastico, sono stati ospiti della locale scuola superiore e della cittadella dei Focolari di Fontem. Una settimana trascorsa assieme ai propri coetanei camerunensi, e condensata nel video musicale “Do you know what Fontem is?”, realizzato sulle note di Up in The Sky dal videomaker Niccolò Di Vito (per visualizzarlo si digita su Youtube: Lipdub Fontem). «Uno scambio culturale – ha spiegato la vice-presidente della Fondazione “Il cuore si scioglie”, Daniela Mori – che mette in contatto ormai da otto anni gli studenti aglianesi con loro coetanei distanti per posizione e condizione».
Il risultato è una vera e propria trasformazione dei partecipanti: «Ho capito – spiega Alice Rossetti – che nella vita vorrò fare un lavoro che mi porti a essere sempre in mezzo alle persone e non confinata dietro una scrivania davanti a uno schermo pieno di numeri». Chiare poi le sue idee riguardo alla situazione che si è trovata davanti in Camerun: «Per certi versi – sottolinea – sono perfino più fortunati di noi; hanno sì le strade in terra battuta e le case in terra rossa, ma hanno in compenso più relazioni, più sorrisi, che alla fine è quello che veramente conta». Per mantenere i contatti con i nuovi amici del Camerun e soprattutto aiutarli a non compiere quelli che si sono rivelati essere dei passi sbagliati percorsi dall’Occidente è nata da Marco Stobbia, un altro studente partecipante al viaggio, l’idea di un’associazione che possa andare ad illustrare in loco i vari modelli di sviluppo possibile e il loro relativo impatto sull’ambiente: «L’idea – racconta – vuole essere quella di aiutarli, senza però ammazzare le loro tradizioni e rompere i loro equilibri; non è uno sviluppo di strade e autostrade quello che cercano, ma più semplicemente un aiuto per utilizzare al meglio le proprie risorse. In questo senso intendiamo dar loro una mano, aiutandoli ad ampliare le loro conoscenze in campo soprattutto agricolo, alimentare e sanitario». L’altro scopo dell’associazione denominata “Key World”, e alla cui nascita sta contribuendo direttamente anche la fondazione “Il cuore si scioglie”, vorrà poi essere quello di far conoscere in Italia lo “spirito dell’Africa”: «La loro gioia di vivere, la semplicità e l’immediatezza dei rapporti fra le persone – aggiunge Stobbia – è un qualcosa che deve poter essere recuperato anche qui».
Gabriele Firmani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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