Attenzione
Parroco ucciso, ricattatore alla sbarra
Si apre oggi in tribunale il processo contro il nomade accusato di tentata estorsione a don Mario Del Becaro
Voleva altri soldi. E quella notte, secondo la procura, era tornato a battere cassa, forte della solita minaccia, quella di rivelare al mondo gli inconfessabili segreti che aveva in comune con la sua vittima . Saputo che il sacerdote non era, come suo solito, nella canonica della chiesa di Tizzana, era andato a cercarlo alla parrocchia di Catena. E là l’aveva trovato. Dopo aver tentato invano di farsi aprire il portone della canonica tempestandolo di pugni, aveva forzato una persiana e aveva scardinato una portafinestra. Ed era entrato. Pochi minuti, e ai polsi del giovane sinti erano scattate le manette dei carabinieri di Quarrata per i reati di tentata estorsione e violazione di domicilio.
Era la notte tra il 17 e il 18 dicembre scorso. Appena dieci giorni dopo, don Mario Del Becaro, parroco di Tizzana e di Catena, sarebbe stato brutalmente assassinato nella canonica della piccola frazione collinare quarratina.
Anche se gli investigatori che da mesi scavano per fare luce sull’omicidio del 64enne sacerdote non hanno mai escluso un possibile collegamento con quell’episodio, ad ora è un processo che niente ha a che fare con l’omicidio quello che prenderà il via questa mattina davanti al giudice monocratico del tribunale di Pistoia. Sul banco degli imputati, Lover Hening, 24 anni, nomade di etnia Sinti, residente nel campo nomadi pratese di via delle Pollative ma in carcere ormai da quasi tre mesi. Il giovane è una delle tante persone bisognose, spesso con una vita border-line, soprattutto straniere, che nella sua vita don Mario aveva aiutato, sia con denaro che offrendo loro ospitalità.
Per circa sei mesi Hening era stato ospite del sacerdote nella canonica di Tizzana, e da lui aveva avuto in regalo anche un’auto e una roulotte. Il processo odierno riguarda soltanto il tentativo di estorsione della notte dell’irruzione, ma la procura sta indagando per il reato di estorsione per i soldi che il giovane avrebbe ottenuto dal parroco in precedenti occasioni: circa 30.000 euro in tutto. Proprio su tali episodi i carabinieri di Quarrata avevano avviato un’indagine dopo che il sacerdote si era rivolto loro per sporgere denuncia. E per questo, quando, il 18 dicembre, don Mario aveva telefonato impaurito al 112 per chiedere aiuto, mentre il Sinti cercava di entrare in canonica, erano accorsi in pochissimi minuti alla chiesa di Catena.
Il processo di oggi è stato fissato dopo che il pm titolare dell’inchiesta, Luciano Padula, ha chiesto il giudizio immediato. Lover Hening è accusato di tentata estorsione, aggravata “dall’aver commesso il fatto in luogo destinato a privata dimora e contro persona rivestita della qualità di ministro del culto cattolico nel mentre si trovava a riposare nella sua canonica, nonché dell’aver approfittato di circostanze di tempo (ora notturna) tali da ostacolare la pubblica e privata difesa”. Altri capi di imputazione, la violazione di domicilio aggravata e la resistenza a pubblico ufficiale: quando i carabinieri lo avevano arrestato in flagrante, il giovane aveva minacciato i militari, in particolare il comandante della Stazione: “Ve la farò pagare” gli aveva detto.
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