La manifestazione
«Il Pdl è una casta, bisogna cambiare»
Alessandro Capecchi, leader della minoranza interna, rilancia la battaglia per il rinnovamento del partito
PISTOIA. In casa Pdl i lunghi coltelli non sono sepolti. Dopo le elezioni politiche, l’intervista al Tirreno del coordinatore provinciale Pdl Alberto Lapenna, che rivendica il raggiungimento di buoni risultati del partito e pianifica la riconquista del Comune di Montecatini, ora in mano al centrosinistra, è bastata a suscitare la replica del leader della minoranza interna, Alessandro Capecchi, avvocato e consigliere comunale Pdl. Che comincia con il contestare la lettura dei dati offerta dal suo coordinatore.
Il Pdl, dice Lapenna, è andato bene a Pistoia: al Senato il 21,3% dei voti significa il secondo miglior risultato della Toscana... E a Montecatini, dove Lapenna vive e lavora, il Pdl è arrivato al 31,7%.
Ma si veniva da un 47,3%, in realtà si è perso 16 punti! Questo sarebbe un successo? Per fare una analisi corretta non bisogna guardare alle ultime settimane ed esaltare la rimonta, questi sono discorsi da campagna elettorale. Bisogna invece fare confronti omogenei e di lungo periodo. Nel 2008 Pd e Pdl insieme monopolizzavano il 70% dei voti, oggi siamo sotto il 46% e il primo partito è quello di Grillo. Cioè il Movimento 5 Stelle è più credibile di Pd e Pdl. Questo è il frutto di certe scelte. E poi è vero che il Pdl a Pistoia è secondo in Toscana. Ma come mai , pur con questi risultati, non strappiamo da anni neanche un parlamentare? E possibile si ritenga soddisfacente il risultato di Firenze, città del coordinatore regionale e di quello nazionale (Verdini, ndr) del partito e dove Altero Matteoli aveva posto il suo comitato elettorale, tutto per strappare poi solo il 13%?
Prima delle elezioni la sua componente pose il problema della formazione delle liste...
È stato quello il problema. Lapenna ha scelto di sottoporre ai vertici del partito, a Roma, 15 nomi: una proposta debole. Invece bisognava puntare su 2-3 nomi, possibilmente rappresentativi di tutto il partito, che sarebbero stati ben più forti. Per sgombrare il campo da questioni personali, avevo fatto anche un passo indietro.Chiaro che i vertici del partito siano contenti di Lapenna, non gli ha certo creato problemi con le sue scelte, fatte tra l’altro senza primarie e senza che il coordinamento regionale si riunisse.
Scelte del genere si possono comprendere solo in vista di un vantaggio personale. Ma a Lapenna, che sperava di strappare il 5°posto nel listino, è andata male: è finito settimo e non è stato eletto.
Sta descrivendo un partito molto rinchiuso in sé stesso.
Siamo diventati una casta. Il Pdl alla nascita era percepito, soprattutto qui in Toscana, come un partito rivoluzionario, contro il sistema di potere della sinistra. Poi ci siamo alleati con Monti, errore fatale, deludendo il nostro popolo. E poi le liste: se Grillo fa presa soprattutto sui giovani, noi il candidato giovane Alessandro Tomasi l’abbiamo messo al 21º posto. Ma soprattutto è fallito il progetto culturale del Pdl:ora abbiamo Scilipoti dove un tempo vantavamo gente come Pera, Fisichella o Baldassarri.
Come intendete muovervi adesso?
Chi ha la maggioranza ha l’onore e l’onere di scegliere. Certo non sarà possibile aspettare settembre e la festa del partito. L’anno prossimo andranno al voto molti Comuni della Valdinievole e c’è da lavorare sul territorio. Lapenna ha detto di voler convocare al più presto il coordinamento provinciale. Bene, ci servono analisi serie e scelte condivisibili.
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