Sicurezza
Chiesta l’autopsia «A lungo esposto, vogliamo sapere»
La moglie: «Studi dimostrano la correlazione tra amianto e colangiocarcinoma». Oggi forse la data dei funerali
PISTOIA. «Abbiamo chiesto l’autopsia». Con voce quieta, una grande dignità nelle parole, Saveria Lombardo spiega perché la famiglia di Marco Vettori ha inoltrato richiesta di esame autoptico sul corpo del leader operaio Breda, dal 2007 al 2012 presidente del consiglio comunale di Pistoia.
«Marco era stato colpito da un colangiocarcinoma (un tumore che nasce dalle cellule delle vie biliari nel fegato, ndr). Ci sono - afferma Saverio Lombardo, dal 1978 moglie di Vettori - studi ancora non conclamati che collegano il colangiocarcinoma all’esposizione all’amianto».
L’autopsia sarà probabilmente eseguita oggi. Poi, fino ai funerali, la salma resterà esposta nelle cappelle del commiato dell’ospedale del Ceppo. «Marco - spiega la signora Vettori - ha scelto di farsi cremare». In un’intervista aveva espresso il desiderio di far disperdere le proprie ceneri sul Montalbano, dove hanno combattuto i partigiani.
Aveva fatto sapere di essere malato durante i picchetti estivi contro la vendita di AnsaldoBreda, in via Ciliegiole, nell’agosto del 2011. «Se i lavoratori decidessero di intraprendenre qualunque forma di lotta, anche estrema, come occupare l’azienda, sarò comunque accanto a loro», erano state le sue parole.
«Sì, mio marito era così - dice Saveria Lombardo - Ha sempre portato avanti le sue idee. In certi momenti ha avuto grandi consensi, in altri meno, ma aveva una coerenza e su quella è andata avanti». Lei aveva condiviso al suo fianco tante di quelle sfide. «Ci siamo conosciuti nella sede della Cgil, dove io lavoro, e sposati nel 1978. Abbiamo fatto politica insieme nel vecchio Pci. E poi c’è stata “la” sua battaglia, grossissima, per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto».
La figlia Valentina, 23 anni, si è da poco laureata in Scienze della comunicazione. Anche per lei, nata dopo molti anni di matrimonio e a cui era legatissimo, Vettori aveva detto di voler provare a sconfiggere il tumore. «Ma non era operabile - spiega Saveria - Per un anno e mezzo, fino a dicembre, è stato sottoposto a chemioterapia. Gli esami clinici non davano molte speranze. Poi, nell’ultima settimana, c’è stato il peggioramento decisivo». Finché le forze gliel’hanno consentito Vettori ha continuato a seguire gli ex compagni di AnsaldoBreda colpiti da mesotelioma. È rimasto vicino a loro, e ai parenti.
«Eravamo insieme nel consiglio di fabbrica (di cui Vettori è stato, dal ’98 al 2000, responsabile della sicurezza, ndr), lo conoscevo da una vita», dice Siro Romagnani, ora nella segreteria regionale dello Spi Cgil. Romagnani ricorda le lunghe ricerche per capire se le morti sospette fossero riconducibili ad amianto, parla dell’obiettivo (raggiunto) degli screening sui lavoratori. Ricorda l’entusiasmo e la coerenza di Vettori: «Sono andato a trovarlo pochi giorni prima delle Politiche. Mi ha dato appuntamento in piazza, il giorno dopo le elezioni, per festeggiare in piazza con la bandiera». Rossa naturalmente. (t.g.)
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