Sicurezza
Magico bosco, parti civili non ammesse
Il pm chiede il non luogo a procedere, mentre un vizio di forma impedisce alle famiglie di costituirsi in giudizio
PISTOIA. Non luogo a procedere, per l'assenza di riscontri probatori a carico degli imputati. Per il pubblico ministero Giuseppe Grieco non ci sono gli elementi per sostenere le accuse di maltrattamenti e omessa denuncia mosse ai protagonisti della "costola" quarratina della vicenda Cip Ciop, quella legata ai maltrattamenti subìti da alcuni bambini che hanno frequentato l'asilo nido "Magico bosco" (di cui è amministratore e responsabile Anna Laura Scuderi) negli anni dal 2007 al 2009.
Davanti al gup Alessandro Buzzegoli si discuteva ieri mattina la richiesta di rinvio a giudizio formulata, dopo l’imputazione coatta, dal gip Roberto Tredici nei confronti delle maestre Elena Pesce e Ilaria Conforti, e dei genitori della titolare del nido, Gaetano Scuderi e Geraldina Zabaroni. E la richiesta per Scuderi e l’insegnante Antonella Sgarano, le cui posizioni seguono un procedimento parallelo.
Ma secondo il pm non ci sono gli elementi probatori in grado di sostenere le accuse. Grieco ha chiesto il non luogo a procedere per tutti gli imputati (esclusa la Scuderi).
Luca Magni, avvocato difensore di Antonella Sgarano, ha avanzato richiesta di rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo sulla pena) per la sua assistita. Hanno poi parlato l'avvocato Alessandro Mencarelli per i genitori della Scuderi e Federica Zollo per Ilaria Conforti. «Difendo una ragazzina (Conforti è dell’89, ndr) appena uscita da scuola - commenta l’avvocato Federica Zollo - Una praticante che per un brevissimo periodo ha lavorato alle dipendenze della Scuderi, e mai al “Magico bosco”». Conforti, afferma l’avvocato Zollo, «si è trovata in questa vicenda perché in una comunicazione scritta Anna Laura Scuderi annunciava che avrebbe preso servizio a Quarrata dal 22 settembre 2009. In realtà la mia assistita non ha mai lavorato al “Magico bosco”, doveva rientrare il 30 settembre ma non c’è mai andata perché nel frattempo ha scoperto di essere incinta».
Riguardo ai genitori della Scuderi, Gaetano e Geraldina, l’avvocato difensore Mencarelli ha dichiarato che «sono comparsi nelle vicende solo occasionalmente e senza che fosse possibile ricondurre a loro maltrattamenti nei confronti dei bambini».
La richiesta di rinvio a giudizio è nata dall'esposto presentato da un gruppo di genitori alla procura di Genova alcuni mesi dopo gli arresti delle due maestre. Gli atti furono trasmessi a Pistoia in quanto, a differenza del Cip Ciop, l'asilo quarratino non era frequentato dal figlio di un magistrato pistoiese.
E grande è stata la delusione dei genitori presenti quando il gup non li ha ammessi come parti civili per un vizio di forma nella presentazione dell'atto di costituzione. «Non ci fermiamo» assicura Ilaria Maggi, mamma di un bimbo che frequentava il nido quarratino. Maggi è una delle fondatrici dell'associazione "La via dei colori". «Non è semplice andare avanti, ci stiamo sacrificando tanto, anche finanziariamente, per far vivere l’associazione e tenere alta l’attenzione sul problema della violenza ai bambini. Ci ripresenteremo ad aprile», promette.
Su decisione del gup, una nuova udienza è infatti in programma tra poco meno di due mesi. L'avvocato di Elena Pesce, Alberto Rocca, aveva presentato istanza di rinvio per l'impossibilità a presenziare stamani. Discuterà il 30 aprile, come discuterà sulla posizione di Pesce e Scuderi l'avvocato Mencarelli.
Nel caso in cui anche per "Magico bosco" si andasse comunque a processo, gli 8 genitori protagonisti dell'esposto potranno costituirsi parte civile nei confronti di tutti gli imputati, tranne che della Sgarano, alla quale il rito abbreviato porterà direttamente il 30 aprile una sentenza.
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