Italia
«In attesa dei risultati si vieti il cibo prodotto in zona»
MONTALE. Finché l’indagine non verrà conclusa, i cittadini che da anni lottano per spegnere definitivamente l’inceneritore di Montale non saranno disposti a credere alle rassicurazioni di Asl, Comuni...
MONTALE. Finché l’indagine non verrà conclusa, i cittadini che da anni lottano per spegnere definitivamente l’inceneritore di Montale non saranno disposti a credere alle rassicurazioni di Asl, Comuni e Provincia. Ora che lo scoglio della privacy è stato finalmente superato, i Comitati anti impianto si guardano bene dal cantar vittoria, e in attesa dei risultati dell’indagine, chiedono un’ordinanza comunale che vieti il consumo di pollame e di tutto ciò che è allevato e coltivato in maniera privata nelle aree vicine all’inceneritore di via Tobagi.
Ieri, dalle pagine del Tirreno, era stata resa nota la notizia della ripresa dell’indagine epidemiologica sulla popolazione di Agliana, Montale e Montemurlo, interrotta nel 2011. Visto che in ballo ci sono dati sensibili – malattie e decessi - si ero infatti reso necessario il coinvolgimento del garante per la privacy. Adesso che lo scoglio è superato, l’indagine sulla mortalità e l’incidenza di tumori dal 1987 in poi nelle aree intorno all’inceneritore, che servirà a capire se ci siano o meno delle anomalie imputabili alle stesse emissioni dell’impianto, può ripartire. Gli approfondimenti condotti fino al 2011, mostrano già morti per tumori superiori alla media nei Comuni di Agliana e Montale.
«Ci avevano assicurato la ripartenza per dicembre – dice il portavoce del Comitato Alessandro Romiti – Quindi siamo a prendere atto di un ulteriore ritardo di 60 giorni da parte delle istituzioni. Di questo passo è facile pensare che neppure la chiusura prevista per dicembre 2013 sarà rispettata. Il timore è che, alla fine, si parli ancora una volta di concause. Le continue rassicurazioni dell’Asl, in realtà, non ci rassicurano affatto. In attesa dei dati, vogliamo vedere atti concreti, come il divieto di consumo di pollame e altri alimenti che vengono dalle zone vicine all’impianto».(b.f.)
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