Il Tirreno

Pistoia

Aids, con la crisi torna l’allarme

di Francesco Albonetti
Aids, con la crisi torna l’allarme

L’Asl: prostituzione a basso costo e rapporti non protetti. Seguiti 350 casi (in aumento) a Pistoia

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PISTOIA. Il caso delle due bambine di una scuola materna pistoiese risultate positive al test della tubercolosi, ha rinfocolato un certo allarme su questa malattia che, fino a pochi decenni fa, sembrava scomparsa ed è tornata in auge con i flussi migratori. In realtà, se si va a vedere l’incidenza nella nostra provincia, questa risulta piuttosto bassa (18 casi, per esempio, nel 2011), costante nel tempo e fra le più basse in Toscana.

Decisamente più grave la situazione del virus Hiv, i cui casi tendono ad aumentare a fronte di un rallentamento dell’attenzione generale, dovuta soprattutto alla maggiore aspettativa di vita, migliorata di 30 volte rispetto agli anni 80 quando si verificò una vera e propria psicosi mondiale per la diffusione dell’Aids fra le categorie sessualmente a rischio. Ecco come si presenta la situazione di tre fra le principali malattie, o almeno fra quelle che destano normalmente il maggiore allarme sociale: Tbc, Aids e meningite. Ne abbiamo parlato col direttore dell’unità operativa malattie infettive dell’Asl 3 Corrado Catalani, col direttore degli ospedali Roberto Biagini, il direttore sanitario Lucia Turco e i responsabili dell’unità operativa igiene e sanità pubblica di Pistoia e Pescia Luciana Ferraro e Ranieri Carlini.

Tubercolosi. «Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito ad un calo progressivo dei casi di Tbc negli italiani – dice Catalani – e i pochi casi riguardano la riattivazione in persone anziane di forme vecchie contratte in età giovanile. Diversa è la situazione per la popolazione non autoctona, gli immigrati, con un incremento reale avvenuto a livello nazionale. La proporzione dei casi di tb fra immigrati e italiani è di 7-1. La correlazione è evidente e, con gli anni, si è spostata alle popolazioni di origine africana verso l’est europeo (la Cina nel cadi Prato e i filippini a Firenze). Va detto che il rischio di tramissione è legato al livello di integrazione ed essendo generalmente molto basso, occorre un contatto persistente in un ambiente chiuso e con poca aria condivisa». Insomma, la tbc si trasmette male e non basta la presenza per determinare il contagio. A Pistoia l’immigrazione è stabile e il fenomeno monitorato e sotto controllo». Catalani cita come ultimo caso mortale di tbc conosciuto, quello di una giovane balletina dell’est avvenuto nel lontano 1981.

Aids. A Pistoia vengono seguiti in forma ambulatoriale dall’Asl 350 pazienti affetti da Aids. L’incidenza è leggermente sopra la media regionale e i casi sono in lieve aumento. «C’è stata una sottovalutazione negli ultimi anni, perché, grazie ai farmaci, l’aspettativa di vita è aumentata di trenta volte rispetto agli anni 80. Ma il problema sussiste, anzi peggiora con la crisi economica, che favorisce una sorta di prostituzione discount, a prezzi bassi e con rapporti non protetti. Aumentano sempre più i casi di giovani eterosessuali, specie fra i maschi ultratrentenni. Occorre ripristinare quella prevenzione primaria che è l’unica arma efficace e fa risparmiare i costi dei farmaci, piuttosto cari. L’Asl ha già iniziato, per esempio, nelle scuole di Montecatini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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