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Pistoia

A rischio gli stipendi di Publiambiente

A rischio gli stipendi di Publiambiente

I primi incassi della nuova tassa Tares arriveranno solo dopo l’estate, 400 dipendenti col fiato sospeso

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EMPOLI. «Stiamo lavorando con gli istituti bancari per evitare il blocco degli stipendi dei dipendenti. Non dipende da noi. La nostra azienda è sana. Ma il pasticcio della Tares prosciugherà le nostre casse». Le parole del presidente Paolo Regini fanno tremare i 400 dipendenti di Publiambiente, che rischiano di pagare sulla loro pelle le conseguenze del rinvio dell’entrata in vigore della Tares, la nuova tassa che sostituirà la Tia. Sul “Tirreno” di domenica anche il responsabile pistoiese di Publiambiente Enrico Innocenti aveva espresso la sua preoccupazione.

«Stiamo cercando – continua il presidente Regini – di avere un prestito dalle banche locali per scongiurare l’interruzione del servizio di raccolta».

Dal primo gennaio 2013 la Tariffa di igiene ambientale (Tia) è stata sostituita dalla Tares.

Il Parlamento – alla vigilia della elezioni – ha fatto slittare il pagamento della prima bolletta a luglio. In questo modo le aziende, come Publiambiente, che gestiscono il servizio di raccolta rifiuti inizieranno a vedere i soldi non prima di 7-8 mesi, con un'emergenza di liquidità tragica. In pratica, per dirla in soldoni, mancano all’appello 36 dei 73 milioni di euro del bilancio di Publiambiente: «In queste condizioni diventa difficile continuare a pagare i fornitori e garantire gli stipendi ai dipendenti».

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