Sicurezza
Salvato dal medico che faceva esercizi
Il giovane vittima di un arresto cardiaco in palestra sarà inserito nella lista di chi attende un trapianto
SERRAVALLE. Stanno migliorando le condizioni del giovane di Cantagrillo colpito da un malore venerdì sera, mentre si trovava in palestra. Ma l’arresto cardiaco improvviso che ha colpito il 21enne, dovuto con ogni probabilità a qualche problema congenito, renderà comunque necessario un intervento sul suo cuore.
Al momento il giovane si trova ancora ricoverato nel reparto di cardiochirurgia dell’ospedale Le Scotte di Siena, tenuto sotto attenta osservazione dai medici, che stanno cercando di risalire alla causa esatta di quel malore che poteva costargli la vita. L’ipotesi ritenuta più probabile al momento è quella dell’inserimento di un pace maker cardiaco, per impedire nuove bizze di quel cuore così fragile. Così fragile da considerare comunque inevitabile un successivo trapianto. Per questo lo stesso giovane è stato inserito nell’elenco dei candidati a ricevere un organo.
Insomma, il ventunenne è atteso a un lungo periodo di cure e attenzioni mediche ma, per come si erano messe le cose in quel maledetto venerdì sera, in tanti hanno tirato un sospiro di sollievo.
Nessuno poteva pensare che quel giovane, in perfetta forma, dal fisico asciutto, molto sportivo e che non aveva mai accusato niente, potesse essere la vittima di un simile destino. Destino che però, accanto al macabro tiro, ha voluto offrirgli una preziosa ancora di salvezza, rappresentata non solo dai soccorritori e dai medici che si sono presi cura di lui. Infatti, quando venerdì sera ha accusato il malore, nella stessa palestra (la Zona 18 a Ponte Stella), si trovavano a fare esercizi anche una dottoressa e un soccorritore colontario della Croce Verde. E anche il loro immediato intervento si è rivelato fondamentale.
Il volontario e uno dei soci della palestra, seguendo le indicazioni della dottoressa, si sono dati il cambio nel fare il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca al giovane, in attesa dell’arrivo dei soccorritori. L’ambulanza è arrivata in tempi rapidissimi, meno di 10 minuti, che però sono sembrati eterni a chi stava prendendosi cura del giovane. Le loro cure, unite all’intervento successivo dei volontari della Misericordia di Casalguidi e Cantagrillo con il defibrillatore, si sono rivelate fondamentali per salvare il ventunenne.
Intanto anche dal sindaco di Serravalle Patrizio Mungai sono arrivati i complimenti ai soccorritori: «Ho apprezo dagli organi di informazione – ha scritto ai volontari della Misericordia – del vostro intervento che ha permesso di salvare una giovane vita. A nome di tutta l’amministrazione e della cittadinanza, esprimo il mio ringraziamento, sottolineando, ancora una volta, quanto sia preziosa la vostra opera, svolta quotidianamente nell’interessa di tutta la comunità di Serravalle Pistoiese».
Misericordia dove è ancora forte l’impatto per quanto accaduto: «Situazioni simili danno una grande emozione e un carica immensa – dice commosso il presidente Maurizio Grazzini – salvare una giovane vita ripaga dei sacrifici che facciamo ogni giorno». Protagonisti di questo soccorso i volontari di turno venerdì sera, ossia l’autista FrancescoTasselli (volontario di livello avanzato), Gessica Innocenti (in servizio da 20 anni alla Misericordia), Gaia Pratesi e Vanessa Selmi.
Il presidente Grazzini ci tiene a sottolineare non solo il grande impegno e la grande passione che muove i volontari, ma anche la loro notevole preparazione.
Nella sede della Misericordia diCasalguidi e Cantagrillo ci sono quattro formatori regionali che seguono i volontari attivi che, in tutto, sono 78. La Misericordia è dotata di 3 defibrillatori e la maggior parte dei volontari sono stati formati per poterli utilizzare. Ogni anno vengono organizzati corsi aperti a tutti i cittadini, non solo ai volontari (giù il prossimo 17 aprile partirà un corso pediatrico in 6 lezioni serali).
«Il momento critico è quando, accaduto qualcosa, si aspettano i soccorsi. In queste circostanze (e il caso di Ponte Stella lo dimostra ndr) essere preparati e sapere cosa fare fa la differenza, ecco perché puntiamo ad avere una formazione capillare tra i cittadini, anche se non sono volontari», ha dichiarato Grazzini.
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