Il Tirreno

Pistoia

Salta l’accordo alla Tnt: 36 licenziamenti

Salta l’accordo alla Tnt: 36 licenziamenti

Di 44 dipendenti solo 8 saranno riassorbiti nella nuova azienda. Ad aprile scade la cassa integrazione

2 MINUTI DI LETTURA





MONTALE. La sforbiciata sul personale è di quelle pesanti: dai 44 dipendenti della Prato Tnt agli 8 della nuova compagnia, che nascerà attraverso l’affitto di un ramo d’azienda della società di tessuto non tessuto guidata da Lido Pecchioli. Per gli altri 36 ci sarà il licenziamento.

L’accordo siglato con i sindacati un anno fa è saltato. Le banche non hanno concesso alcun appoggio e il riassorbimento della metà dei lavoratori, previsto nell’intesa raggiunta a fine febbraio 2012 tra proprietà aziendale, Cgil, Cisl, Uil, Rsa e dipendenti, è diventato carta straccia.

La Prato Tnt, storica azienda montalese che per anni ha dato lavoro a decine di famiglie della zona, ridurrà all’osso operai e impiegati. Otto in tutto quelli che potranno contare su un posto in azienda - almeno stando all’ipotesi comunicata dalla società la scorsa settimana - e che, visto il numero inferiore alle 15 unità, dovranno fare i conti con minori possibilità sul fronte degli ammortizzatori sociali rispetto a quanto attualmente previsto.

Un progetto ben lontano da quanto annunciato inizialmente, in seguito alla richiesta di concordato preventivo ( poi omologato dal tribunale) avanzata dai vertici aziendali. L’intenzione, all’epoca, era di ripartire con una New Co, attraverso l’affitto di un ramo di azienda che avrebbe dato una continuità lavorativa a 22 dipendenti su 44. Per farlo però, Pecchioli avrebbe avuto bisogno dell’appoggio degli istituti di credito, per quasi un milione di euro. La ricerca dell’imprenditore è continuata per diversi mesi. Prima con Fiditoscana, poi col Monte dei Paschi di Siena. A supportarlo su diversi fronti c’erano la Provincia di Pistoia e il Comune di Montale.

L’ulteriore calo di fatturato registrato nell’ultimo anno e il mancato appoggio delle banche, hanno fatto saltare il progetto del 2012.

Adesso, per la maggior parte dei lavoratori si prospetta il licenziamento, e il conseguente periodo di mobilità. A inizio aprile inoltre, per tutti e 44 i dipendenti Tnt, scadrà la cassa integrazione straordinaria. L’intenzione dei sindacati è quella di chiedere una proroga di 6 mesi, ma non è detto che l’operazione vada a buon fine. La prossima settimana ci sarà un tavolo di confronto con la proprietà.

«Troveremo l’accordo solo davanti a una copertura garantita per tutti i lavoratori, sia per chi non rientrerà in azienda, sia per gli 8 che resteranno. Auspichiamo – commenta Michele Gargini, della Filctem Cgil - che questa ripartenza, pur estremamente ridimensionata rispetto al progetto iniziale, possa essere un trampolino di lancio per una ripresa futura».

Beatrice Faragli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca