Sicurezza
«Sindaco, ma lei oggi da che parte sta?»
La domanda arriva dal comitato «Quarrata per il No» che si batte con la centrale a gas Repower
QUARRATA. «Sindaco, lei da che parte sta? Arrivati a questo punto, è essenziale una netta risposta sulla questione Repower». O il benestare, o la bocciatura. Secondo i cittadini di “Quarrata per il NO”, il tempo delle valutazioni e dei rinvii deve lasciare il posto a «un’onesta presa di posizione» da parte dell'amministrazione locale. Il gruppo di residenti, sceso in campo a gennaio contro la realizzazione della centrale a ciclo combinato prevista a Canapale, area ex Radicifil, chiede al sindaco Marco Mazzanti di rompere «il prolungato silenzio» finora mantenuto sull’impianto. Lo fa attraverso una lettera, protocollata ieri mattina in Comune. «La legge, in quanto primo cittadino, le attribuisce la responsabilità della tutela della nostra salute – scrivono i residenti quarratini a Mazzanti – Riteniamo che sia doveroso, da parte sua, tenere in considerazione gli esiti delle ricerche e dei pareri, discordanti, espressi in questi mesi. Di conseguenza la sollecitiamo perché sia fatta una trasparente campagna di informazione, che tenga conto non solo della Via (valutazione di impatto ambientale) regionale, ma anche di tutti gli altri studi in materia di qualità dell’aria e rischio idrogeologico». Neppure l' ultimo ok arrivato da Firenze è riuscito a placare le preoccupazioni dei cittadini di “Quarrata per il NO”. La compatibilità con l’ambiente della centrale Repower (sia per gli aspetti legati al rischio idraulico, sia per le emissioni in atmosfera) ribadita la scorsa settimana in commissione agricoltura dalla responsabile del settore valutazione impatto ambientale della Regione, Paola Garvin, non ha convinto il gruppo anti impianto. Le preoccupazioni per il rischio inquinamento restano fortissime. Tanto da chiedere un intervento diretto del sindaco. Mazzanti, finora, è rimasto a osservare la situazione, in attesa di capire quanto la centrale potrà incidere sulla qualità dell’aria della zona. «Se l’impianto si farà – aveva detto il sindaco a metà febbraio – dovrà essere garantita la sicurezza». «Che tipo di attendibilità può avere uno studio teorico, svolto a priori, quando nella pratica poi le centraline (come quella Arpat di Montale, che misura le polveri sottili) riportano sforamenti continui dei limiti previsti?» puntualizza però il gruppo in merito al parere positivo rilasciato dalla Regione. «C'è bisogno di guardare anche altrove, come all’indagine dell’Asl di Pistoia, nella quale si riporta il già precario stato del territorio, con criticità e anomalie per l’incidenza di tumori e problematiche perinatali». La risposta di Mazzanti è attesa per domani..
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