Il Tirreno

Pistoia

«Quell’incrocio è troppo pericoloso»

di Saverio Melegari
«Quell’incrocio è troppo pericoloso»

Tante promesse ma nessun intervento concreto. E a Cireglio i cittadini firmano una petizione a Comune e Provincia

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CIREGLIO. Essere ostaggi, da decenni, di tre curve pericolosissime e non sapere come fare ad uscire di casa per andare a far la spesa o per prendere le medicine in farmacia.

Non siamo in uno sperduto angolo della montagna ma a Cireglio, sicuramente il centro più abitato fra Pistoia e San Marcello. Una frazione che si trova nel mezzo del traffico della ex Statale 66 e con un incrocio, in particolare, da far venire i brividi.

Ma gli abitanti, stanchi di subire la situazione, hanno deciso di farsi sentire. A guidare la protesta, come primo firmatario di una lettera con almeno una cinquantina di autografi indirizzata a Comune e Provincia, è Ivano Pisaneschi, ex consigliere di circoscrizione, che vorrebbe, a nome dei suoi compaesani, un nuovo svincolo fra la “Regionale” e via del Sasso, una delle tre strade parallele di Cireglio lungo la quale vivono decine di famiglie.

«L’incrocio è di una pericolosità inaudita – racconta Pisaneschi – perché, in pratica, per fare manovra bisogna commettere un’infrazione del codice della strada: uscire dalla propria carreggiata, invadere quella in direzione Pistoia, sperare che nel frattempo non arrivi nessuno e svoltare a gomito in via del Sasso. La stessa cosa per chi si deve immettere lungo la ex Statale 66 e gli incidenti, nel corso degli anni, sono purtroppo all’ordine del giorno».

La protesta nata a Cireglio si basa prettamente su aspetti economici. «Tutta la “Regionale” – prosegue Pisaneschi – è stata soggetta a lavori da parte della Provincia, l’ultimo dei quali è in fase d’opera e termina poche decine di metri prima di via del Sasso. La stessa Provincia, tre anni fa, ci aveva promesso che sarebbe stato migliorato l’incrocio abbattendo un muro di cinta che c’è e mettendo in sicurezza l’ingresso, ma ci hanno detto che i soldi sono finiti e che, per il momento, non ci saranno interventi. Noi siamo infuriati, perché non ne possiamo più di questa situazione».

Strada pericolosa, soprattutto quando nevica come in questi giorni, e incidenti. Uno di questi ce l’ha raccontato chi l’ha vissuto in prima persona. «Per uscire da via del Sasso – racconta Laura Casseri – mi sono ritrovata una moto che, a forte velocità, ha centrato in pieno la mia auto: i due a bordo sono schizzati via per aria ed è stato un miracolo che non si siano fatti praticamente niente».

I problemi, però, ci sono anche per chi deve svolgere un servizio pubblico perché «diventa un problema rispondere alle chiamate delle persone più anziane che hanno bisogno e per le ambulanze è sempre problematico uscire da quella strada» precisa Paolo Iozzelli, presidente della locale sezione della Croce Rossa.

Ma non c’è solo questo che non va a Cireglio. Gli stessi abitanti hanno chiesto un posto per i portatori di handicap («l’unico che c’è è in discesa, fuori dalla strada principale ed a 100 metri dalla farmacia, a cosa serve?» si chiedono ancora i residenti) oltre che rilevatori elettronici di velocità, che saranno installati a breve, e la costruzione di un paio di marciapiedi nei punti più critici. Perché basta un po’ di neve e per andare dalle Poste (aperte tre giorni alla settimana) al bar, passando per la farmacia o la bottega di generi alimentari, c’è da camminare nel bel mezzo della carreggiata, facendosi sfiorare da auto e mezzi pesanti che ingorgano a qualsiasi ora la vecchia statale 66.

«Non chiediamo la luna – conclude Renzo Palai – ma soltanto che venga garantita la sicurezza a chi abita a Cireglio per potersi muovere a piedi, in particolar modo le tante persone anziane che ci sono». In fondo, tre curve non sono chilometri e con un piccolo sforzo la soluzione può essere davvero dietro l’angolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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