Il dolore
Processo Del Santo l’ex sindaco Berti dovrà testimoniare
Niente sentenza, sul caso della nomina a presidente Copit il pm ha ritenuto essenziale sentire l’allora primo cittadino
PISTOIA. L’ex sindaco Renzo Berti e il consigliere comunale Alessio Bartolomei dovranno essere ascoltati in veste di testimoni nel processo contro l'ex presidente del Copit Luciano Del Santo, sul banco degli imputati del tribunale di Pistoia per falsità materiale in atto pubblico per la vicenda della sua nomina alla presidenza dell’azienda di trasporti. Ieri, giorno in cui avrebbe dovuto esserci la sentenza, il giudice monocratico ha accolto la richiesta in tal senso avanzata dal pm Giuseppe Grieco, che ha ritenuto essenziale al fine del dibattimento ascoltare queste ulteriori testimonianze. Così come ha ritenuto indispensabile acquisire agli atti la lettera con cui Del Santo si difendeva dalle accuse con l’allora direttore generale del Comune Renzo Ferri, incaricato di eseguire un’indagine interna, nonché la lettera inviata sempre a Ferri dall’altro imputato nel processo: l’allora capo dei commessi comunali, Giovanni Lucarelli, oggi in pensione.
Le indagini nei confronti dei due imputati erano scattate nel luglio del 2009, in seguito alle pubbliche denunce da parte dell'opposizione in consiglio comunale. Oggetto dell'inchiesta, la nomina di Luciano Del Santo (fiorentino originario di Sarzana e pistoiese d'adozione) alla presidenza del Copit. Il caso era scoppiato quando alcuni consiglieri comunali di opposizione, in testa Alessio Bartolomei, avevano rivelato che l'autocandidatura di Del Santo, depositata il 10 aprile precedente (come prevedeva il regolamento approvato nel gennaio 2008 dal consiglio comunale) non avrebbe contenuto inizialmente la disponibilità ad essere nominato alla guida del Copit, ma solo quella ad essere confermato alla presidenza della Farcom. Tale disponibilità, loro dire, sarebbe stata aggiunta successivamente, per rendere legittima la proposta di nomina formulata dal sindaco Renzo Berti. Per questo presentarono un esposto in cui si ipotizzava il reato di falso in atto pubblico per le manipolazioni che avrebbe subito la lettera di autocandidatura quando era già stata depositata all'ufficio protocollo del Comune. La nuova lettera conteneva quattro righe finali in cui Del Santo manifestava la propria disponibilità ad altre nomine che sembrassero opportune all’amministrazione in altre società.
Ieri mattina, davanti al giudice ha testimoniato l’ex direttore generale Renzo Ferri, che ha ricostruito la vicenda dell’indagine interna aperta dal Comune sul curriculum modificato, confermando il fatto di aver preso atto lui stesso, all’epoca, della discrepanza tra la prima e la seconda versione del doumento.
Il pm Giuseppe Grieco ha quindi prodotto la lettera di accompagnamento con cui l’allora sindaco Berti aveva trasmesso alla procura il parere tecnico-amministrativo dell’ufficio legale comunale, in cui si sosteneva la regolarità della nomina di Del Santo: esisteva sì un regolamento approvato nel 2008 sulla trasparenza delle nomine, ma questo, secondo il Comune, non doveva essere applicato alle aziende partecipate, per cui Del Santo non avrebbe dovuto nemmeno presentare una domanda per candidarsi alla presidenza del Copit.
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