Sicurezza
Niente soldi, non abbiamo altri bussini
Nuovi orari alla scuola Alpi, il sindaco gela le aspettative dei genitori. Ma il consiglio d’istituto si riunirà ancora
CASALGUIDI. Il consiglio d’istituto delle elementari “Ilaria Alpi” si riunirà nuovamente per discutere di orari e per cercare una soluzione che possa rappresentare un punto di equilibrio tra le molteplici richieste delle famiglie. È questo l’unico punto fermo raggiunto giovedì sera, alla fine dell’affollata assemblea chiesta dai genitori che si sono opposti al nuovo orario scolastico. In due ore di acceso confronto tra le mamme e i papà dei bimbi della primaria, la preside Lucia Maffei, il sindaco di Serravalle Pistoiese, Patrizio Mungai e l’assessore all’istruzione, Simona Querci, sono arrivate diverse bocciature.
Niente da fare, ad esempio, per la proposta avanzata dai genitori sull’eventuale posticipo alle 13 e 10 dell’uscita, in concomitanza con quella dei ragazzi delle medie. Non ci sono abbastanza pulmini per tutti. «Non si sa nemmeno se riusciremo a mantenere il servizio attuale con il prossimo bilancio» ha annunciato Mungai.
Esclusa anche l’alternativa, avanzata dalla maggioranza dei genitori, di utilizzare l’aula magna della primaria come spazio mensa, così come sta accadendo oggi. Dal rientro delle vacanze natalizie, quando è stato aperto il nuovo polo scolastico dove sono confluite le elementari di Casalguidi e di Cantagrillo, fino ad allora divise in due plessi, gli alunni mangiano infatti in un unico turno utilizzando sia la mensa che l’aula magna. «Ora – ha detto il sindaco di fronte all’affollata platea di genitori – siamo fuori legge. Continuare a utilizzare l’aula magna anche per il prossimo anno sarebbe del tutto improprio».
Il pomo della discordia, ovvero l’uscita alle 12 e 10 (nei giorni senza rientro) e alle 17 e 10 (un giorno a settimana) decisa in maniera collegiale a gennaio,dipende proprio dal nuovo edificio scolastico, che ha uno spazio destinato al pranzo troppo piccolo per accogliere tutti i bambini, anche se Mungai ha precisato che si tratta di una metratura prevista dalla legge (il decreto ministeriale del 18 dicembre ’75). La mensa casalina (servizi compresi) è di 308 metri quadri, la normativa permette di arrivare a un massimo di 375. Visto il numero di bambini e visti gli spazi a disposizione, si è reso necessario il doppio turno. Secondo la Maffei, sarebbe stato inopportuno far mangiare il secondo gruppo alle 13 e 30. Quindi il consiglio ha deciso di anticipare il pasto: il primo turno alle 12 e 10, l’altro alle 13 e 10. Per far quadrare i conti, cioè le 27 ore settimanali, una delle due uscite pomeridiane è stata posticipata alle 17 e 10.
Il risultato alla fine ha sollevato la protesta dei genitori. In 203 hanno firmato la richiesta di convocazione dell’assemblea che si è svolta giovedì nel salone dell’istituto Fermi. «Inaccettabile far stare a scuola per nove ore dei bambini di 6 anni» ha detto una mamma durante l’incontro. Qualcuno ha chiesto di togliere i pulmini ai ragazzi delle medie, per garantirli a quelli più piccoli delle elementari. «Paghiamolo noi un altro pulmino» ha proposto poi una mamma.
«Questo nuovo orario delle 12 e 10 (entrata 8 e 10) – ha spiegato un genitore – sta creando grandi problemi anche al tempo pieno, che per la prima volta ha avuto 40 domande per 26 posti disponibili. Non era mai accaduto. Rischia di rimanere fuori chi ne ha veramente bisogno».
Il consiglio, sulla base di quanto emerso durante l’assemblea, cercherà di trovare una soluzione. «Oggi (ieri, ndr) le iscrizioni chiudono e ancora non c'è certezza sull'orario» lamentano intanto le famiglie.
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