Il Tirreno

Pistoia

La montagna scende in piazza contro l’ammanco dimenticato

La montagna scende in piazza contro l’ammanco dimenticato

Il 7 marzo a due anni dalla scoperta del buco milionario nei bilanci della Comunità montana i comitati manifesteranno con le pettorine davanti al tribunale, la sera un corteo a San Marcello

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MARCELLO. Buon 2° compleanno all’ammanco in Comunità Montana. A due anni esatti dalla scoperta del milionario buco, avvenuta il 7 marzo 2010, il Comitato per il recupero ammanco organizza due manifestazioni per dimostrare che i cittadini non hanno dimenticato. «Il tempo passa e tutto tace – esordisce la portavoce Graziella Cimeli – ma noi siamo ancor più arrabbiati e abbiamo pensato di festeggiare, per così dire, il 2° compleanno con alcune iniziative volte a sensibilizzare tutti coloro che pretendono sia fatta giustizia e chiarezza sul ladrocinio, avallato da tutte le forze politiche presenti sul territorio, perpetrato ai danni di tutta la collettività e ad oggi avvolto da un lugubre silenzio». «A questo silenzio – prosegue la nota del Comitato– risponderemo con la nostra silenziosa presenza piena di significato civile ma determinata; un silenzio assai più rumoroso della vile sudditanza di quanti pensano che il furto di pubblico denaro sia solo un argomento per la politica politicante e non per i cittadini che stanno subendo l’assalto delle istituzioni amiche attraverso la chiusura degli uffici postali, dell’ospedale, delle attività industriali (Kme in primis) e di una miriade di attività commerciali. Disastro cui si risponde rimpallandosi le evidenti responsabilità politiche e delegando a impotenti commissioni l’onere di decidere». L’iniziativa, fissata per il 7 marzo, si svilupperà in due momenti. Al mattino il comitato sarà in piazza Duomo a Pistoia con le pettorine “Voglio vivere in montagna” in segno di protesta davanti al Tribunale, «espressione di quella magistratura dalla quale si aspetta giustizia». Clou dell’iniziativa sarà però dalle 20.30 quando un corteo di pettorine partirà dalla sede della Comunità montana per giungere a piedi in piazza a San Marcello. Un’occasione di chiedere chiarezza sulle vicende pubbliche ma anche giustizia su ospedale, uffici postali, lavoro. «Il nostro comitato – prosegue Cimeli – ha raccolto 1.500 firme. Ci siamo rivolti a tutti i livelli istituzionali possibili, dal Prefetto al presidente della Repubblica. Tutti hanno il nostro materiale nel cassetto, compresi gli organi di stampa nazionalI. Nonostante le rassicurazioni ricevute, finché tutto tace dalla Magistratura siamo ad un punto morto». Abbiamo chiesto il parere dell’oramai ex presidente della Comunità Carluccio Ceccarelli. «Ancora non sappiamo novità – ribadisce Ceccarelli – è comprensibile che la gente cominci a perdere a pazienza, a sentire la propria montagna dimenticata anche sul fronte delle indagini sulla vicenda. Tutto è venuto a galla durante l’ultimo periodo di vita dell’ente e come giunta abbiamo fatto il possibile, a livello di trasparenza ed iter burocratico, sempre compatti e col coinvolgimento dei consiglieri. Ci siamo rivolti alle maggiori professionalità in campo, affidato le indagini interne all’esperto dottor Eller ed ottenuto non più tardi di un anno fa rassicurazioni dagli organismi competenti che entro breve tempo si sarebbe fatta chiarezza sulle responsabilità. Se ciò non è ancora avvenuto, ci saranno motivazioni che tuttavia restano incomprensibili ai nostri comuni montani».

Elisa Valentini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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