La manifestazione
Comitati uniti contro il digestore
A Casale e Ponte dei Bini stanno preparando il ricorso al Tar
AGLIANA. Comitati uniti contro l’impianto di digestione anaerobica del Calice. Il Comitato ambientale di Casale ed il Comitato per la qualità della vita di Ponte dei Bini rinnovano la loro contrarietà all’ubicazione dell’impianto nell’area dove è già presente il depuratore Gida, in una zona, peraltro, “sottoposta ad elevato rischio di inondazione”, poiché considerata a rischio idraulico PI 4. Il progetto, fanno presente, «prevede il rialzamento di 2,5 metri di tutta la superficie interessata dall’impianto ed il ribassamento di 6 ettari di quella adiacente a titolo di compensazione». Adesso, proseguono, non rimane che «decidere se avviare un’azione legale autonomamente (come comitati di Casale e Ponte dei Bini), oppure con gli altri cittadini che si muoveranno contro il progetto complessivo del Piano interprovinciale dei rifiuti, approvato dai consigli provinciali di Pistoia, Prato e Firenze, lo scorso 17 dicembre».
Questa la posizione del gruppo di residenti intorno all’area che dovrà ospitare il digestore anaerobico, maturata al termine di una serie di azioni messe in atto dai cittadini interessati e culminate con le osservazioni presentate alle Province lo scorso maggio (e non accolte dagli enti). Nei punti presentati si chiedeva di assoggettare a Via l’impianto, valutare il rischio idraulico come fattore escludente per la localizzazione, valutare l’incidenza dell’impianto per la tutela di flora, fauna e biodiversità, delocalizzare in testa agli impianti di compostaggio esistenti e valutare “l’inconmpatibilità del sito con i fattori di macrolocalizzazione indicati nel Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani”.
I rappresentati dei due comitati ricordano, inoltre, come la posizione comune non sia di contrarietà all’impianto in quanto tale, ma rispetto alla scelta di localizzarlo nell’area del Calice, quando sembrerebbero più indicate allo scopo aree industriali come il Macrolotto. La zona, situata sul confine tra Pistoia e Prato, con l’impianto si troverebbe a dover sopportare «una mole quotidiana di traffico di mezzi pesanti consistente», dovuta al transito di autocarri che dovrebbero prima recapitare il materiale da pretrattare nell’impianto e, successivamente, ritirarlo per trasportarlo fino ai siti di compostaggio.
Il digestore, inoltre, verrebbe a trovarsi vicino al lago di Pantanelle che, ricordano «è stato recentemente rinaturalizzato con un importante intervento economico europeo». Il transito dei mezzi e gli odori prodotti, proseguono, «non favoriranno certo la dimora di uccelli rari e le visite turistiche all’oasi naturalistica».
Tommaso Artioli
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