Il Tirreno

Pistoia

Elbopoli, Giusti rilancia «Via ai lavori a Procchio»

di Stefano Taglione
Elbopoli, Giusti rilancia «Via ai lavori a Procchio»

Nonostante la condanna della Corte d’Appello, presto aprirà un nuovo cantiere Il costruttore pistoiese: «Sentenza incredibile, ricorreremo in Cassazione»

2 MINUTI DI LETTURA





PROCCHIO. La sentenza della Corte d’Appello di Genova sulla vicenda di Elbopoli non fermerà né la demolizione né la ricostruzione del centro servizi di Procchio. La conferma arriva dal costruttore Franco Giusti, fra i condannati (a 3 anni e 6 mesi) del processo di secondo grado conclusosi due giorni fa. L’imprenditore pistoiese Franco Giusti non ha alcun dubbio.

«L’area rimane edificabile – spiega – non è un campo di patate. A metà mese butteremo giù gli edifici. I lavori saranno molto rapidi, visto che lo scheletro del centro servizi è composto solo da cemento, lo stesso che useremo per tappare gli scantinati tolti dal nuovo progetto».

Nonostante le condanne, insomma, dall’ecomostro rinascerà un’altra struttura. L’impresa edile Giusti di Pistoia ha ancora i permessi in mano per edificare e lo scorso 11 febbraio ha firmato un’intesa con Comune e Regione per procedere alla demolizione e alla successiva ricostruzione del centro servizi. «Reputo la condanna incredibile – afferma – perché la corruzione è inesistente. Ricorrerò in Cassazione». Nel frattempo Legambiente chiede nuovamente a Regione e Comune di fermare i cantieri.

«Chiediamo loro di rivedere i termini di un accordo-capestro – afferma l’ambientalista Umberto Mazzantini – troppo frettolosamente stipulato mentre era ancora in corso il processo, che dopo pochi giorni ha visto la magistratura condannare nuovamente per corruzione proprio gli stessi costruttori con i quali Regione e Comune, dopo averne annunciato più volte la completa demolizione, hanno trattato la resurrezione dell’ecomostro».

Le parole dell’ambientalista elbano fanno irritare il sindaco di Marciana Anna Bulgaresi. «Non capisco cosa voglia Legambiente. Secondo loro io avrei dovuto aspettare la fine di questa vicenda, probabilmente fra tre anni, per poi iniziare l’iter per la demolizione, perdendo altro tempo? Dal 2009 sto lavorando per radere al suolo l’ecomostro, ma forse loro non sanno che la parte amministrativa è molto diversa da quella penale. Dal punto di vista amministrativo – spiega ancora il primo cittadino marcianese – la sentenza di riferimento è quella dell’aprile del 2009, che impone di demolire tutto ciò che è abusivo. Io ho portato avanti quanto deciso dai giudici dei tribunale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa