Il Tirreno

Pistoia

«Gli assassini si pentano e chiedano perdono»

di Leonardo Soldati

Dopo un quarto di secolo prima messa ieri mattina alla Catena senza don Mario Dall’altare la preghiera affinché Dio illumini il cuore di chi lo ha ucciso

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QUARRATA. Amarezza, rabbia, incredulità. Questi i sentimenti che si percepivano ieri mattina tra i parrocchiani delle comunità di Tizzana e della Catena di Quarrata in occasione della prima messa senza don Mario Del Becaro.

Nella chiesa della Catena, ad officiare la funzione è don Roberto Razzoli, già parroco di San Michele Arcangelo, alle Casermette, a Pistoia: forse ne ricoprirà la supplenza anche per i prossimi giorni. Il sacerdote porta alla comunità delle due frazioni quarratine la vicinanza del vescovo Mansueto Bianchi e della Chiesa pistoiese, invita ad essere uniti in questo momento, richiama il principio cattolico del perdono, affinché il o i colpevoli si pentano della loro azione e si dichiarino, pregando affinché «nel loro cuore si apra uno spazio di luce capace di far rendere conto di ciò che hanno fatto e di chiedere perdono».

Poca voglia di parlare tra fedeli, la chiesa comunque è piena. «Un uomo splendido» chiosa una parrocchiana ricordando don Mario. «Una persona affettuosa, alla mano» aggiunge Carmela Nicoletta.

Alla messa è presente anche Mauro Banchini, responsabile relazioni esterne uffici sociali della Diocesi di Pistoia: «Personalmente non conoscevo don Del Becaro, frequentava poco la Diocesi – spiega – si è contraddistinto nell’opera sacerdotale di carità e fiducia verso il prossimo. Questa triste vicenda porta ad una riflessione sulla solitudine odierna del sacerdote nella sua missione parrocchiale».

Tra i parrocchiani presenti, anche alcuni esponenti politici quarratini. «Da membro di questa comunità parrocchiale – afferma Francesca Favi, di Tizzana, segretaria comunale del Popolo della Libertà – ho un caro ricordo di don Mario. Mi ha sposato ed ho fatto parte del gruppo di giovani che si riconosceva attorno a lui, per anni ho insegnato catechismo ai ragazzi. Da tempo assistiamo ad un incremento esponenziale di episodi di violenza e criminalità, del quale l’omicidio di un parroco in chiesa ne rappresenta l’apice, su un territorio un tempo simbolo delle eccellenze produttive e del benessere. Anche i sacerdoti vengono lasciati troppo soli sul territorio. Il tema della sicurezza riguarda tutta la comunità, tutte le forze politiche ne sono consapevoli. Adesso però si deve passare ai fatti, con interventi concreti, come riproporre con forza la presenza anche di un commissariato di polizia a Quarrata, perché i carabinieri presenti sono numericamente pochi».

«Don Mario era capace di riflessioni molto elevate, un uomo d’altri tempi – osserva Anna Ciervo, di Catena, vicepresidente del Consiglio comunale quarratino – Ha dato i sacramenti ai miei figli, a primo impatto poteva sembrare un po’ ruvido e polemico, perché teneva all’impegno nella fede da parte dei parrocchiani. C’è bisogno di un lavoro comune sul tema della sicurezza, i cittadini devono sentirsi rassicurati dalle istituzioni».

«Sono enormemente dispiaciuto e scosso da quanto accaduto – dichiara il sindaco di Quarrata, Marco Mazzanti – Avevo avuto il piacere di collaborare con don Del Becaro già quando ero vicesindaco, collaborazione che continuava tuttora. Come primo cittadino mi sento pienamente vicino alle comunità di Tizzana e Catena, è auspicabile un maggiore controllo del territorio in termini di sicurezza da parte di chi ne è preposto. In Comune comunque ci stiamo già occupando della questione della sicurezza, assieme a tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio comunale».

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