La protesta
Sul 118 del futuro braccio di ferro con Prato
L’Asl 3 rischia di perdere la propria centrale considerata un’eccellenza regionale indiscussa
PISTOIA. Uno dei capisaldi della manovra della Regione di riordino del sistema sanitario è la creazione di tre centrali 118 di area vasta invece delle attuali 12, una per ogni Asl. Per l’area Centro, quella che comprende Pistoia, la collocazione della nuova centrale dovrebbe essere a Prato; in precedenza erano emerse come ipotesi anche quelle di Firenze e di Empoli. Non c’è ancora nulla di certo, però: l’unico dato assodato pare che Pistoia è destinata a perdere la sua centrale. E questo nonostante che il 118 targato Pt sia riconosciuto un’eccellenza a livello regionale.
Su questo tema vi sono stati diversi interventi negli ultimi consigli comunali in cui si è parlato di sanità. Lattari (Pistoia spirito libero)e Celesti (Pdl) hanno reclamato attenzione sulla partita. Ai due consiglieri il sindaco Samuele Bertinelli ha risposto di aver già inviato una lettera all’assessore regionale alla sanità, ribadendo la posizione della giunta pistoiese sulla materia. Posizione che è nota fin dal luglio scorso, da quando cioé si parlò per la prima volta a Palazzo di Giano della questione 118. Bertinelli ha sottolineato più volte di aver parlato della questione con l’assessore Marroni e con lo stesso presidente Rossi e di non voler contestare il punto di arrivo, ma il metodo della scelta. «Non dico che il 118 deve venire a Pistoia perché siamo i migliori – così il sindaco – dico che vogliamo vedere quali sono gli atti di pianificazione pubblica regionale sulla base dei quali certe funzioni rimangono qui o vengono spostate. La nostra responsabilità non può essere scambiata per disponibilità a tutto o magari a soggiacere alla logica del più prepotente».
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