Attenzione
«Aveva paura, si sentiva minacciato»
Parrocchiani e compaesani avevano notato la preoccupazione che affliggeva ultimamente don Mario Del Becaro
PISTOIA. «Quando siamo usciti dalla pizzeria, verso le undici e mezza, ho visto la porta della parrocchia aperta e mi sono accorta che la macchina di don Mario non era parcheggiata davanti alla chiesa. “O dov'è andato don Mario?” mi sono detta. Però sul momento non ho dato importanza alla cosa. Con mio figlio siamo saliti in auto e siamo andati via».
Italia Morelli gestisce, insieme al marito Carlo, il circolo Mcl di Tizzana. Venerdì sera, dopo aver servito cinque clienti, ha chiuso la pizzeria ed è tornata a casa, come d'abitudine. L'ingresso del locale, aperto dalle 16 a tarda notte, si affaccia sul sagrato della chiesa. Quei segni così chiari però – l'assenza della Fiat Punto color carta zucchero e la porta aperta – sono passati inosservati agli occhi di Italia. Neppure i vicini del parroco – le poche famiglie residenti nelle case che sorgono intorno alla piazzetta di Tizzana – sembra si siano accorti di niente.
La signora Italia è stata anche una delle ultime persone a verere don Mario. «All’una e mezza – racconta – gli ho portato un piatto di minestra. L'ho visto tranquillo, stava fumando la sua pipa. Mi ha ringraziato e me ne sono andata».
Tra gli abitanti della zona, c'è anche Maria, che faceva le pulizie nella casa parrocchiale di don Mario e che conosceva il prete da moltissimi anni. «Io – ha detto ieri mattina – ho un bambino di 10 anni e abito qui da sola: nessuno ci protegge. Hanno ammazzato lui, possono fare la stessa cosa con me. Non voglio essere ammazzata anche io. Non dico nulla. Anche se ho visto e sentito qualcosa non dico nulla».
«Non ho sentito rumori particolari – spiega un'altra residente della piazza – Qui, ormai, era un continuo via vai di ragazzetti marocchini. Non ci facevamo nemmeno più caso a chi veniva e a chi andava. Non è che l'arrivo di una macchina mi avrebbe insospettita in modo particolare, devo dire la verità. E poi ieri sera (venerdì, ndr) non ho sentito nulla di diverso dal solito».
I frequentatori della parrocchia e la gente del posto raccontano di un don Mario visibilmente nervoso e preoccupato nell'ultimo periodo. «Alla messa di Natale – spiega un fedele – il prete sembrava molto turbato». «Aveva subito delle minacce di recente – aggiunge un altro – Abbiamo visto i Carabinieri da lui diverse volte».
Sembra che il parroco, poco tempo fa, abbia dato ospitalità a un giovane straniero.
«Voleva andare via da qui – racconta un paesano – Nell’ultimo periodo sembrava insofferente. Ieri sera sono stato sveglio fino a tardi ma non ho sentito niente di particolare. Qui però abbiamo i muri spessi un metro, è difficile sentire qualsiasi cosa».
Un gruppo di otto parrocchiani, che ieri mattina si era fermato a pochi metri dal centro del paese, ricordano gli ultimi gesti di don Mario, e il suo atteggiamento, diventato, col passare dei giorni, sempre più chiuso: «Non si confidava con nessuno.Eppure si vedeva che era cambiato. Dava tutto l'aiuto che poteva dare ad alcuni ragazzi stranieri. Loro continuavano a bussare alla sua porta e a chiedere soldi. Lui si sentiva minacciato».
«Poco tempo fa – raccontano invece a Catena – era stato via tre giorni per andare a Roma, per sistemare alcune cose dopo la morte della zia, che era rimasta insieme a lui, in casa, fino alla sua morte. Sarà mancata un annetto fa. Lei aveva lasciato tutto, soldi e proprietà, al nipote. Probabilmente doveva occuparsi proprio di queste cose formali».
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