Finanza
Ospedale, dai Comuni un piano per il rilancio
Presentato il documento della Commissione: tra le proposte, Pronto soccorso attivo 24 ore, radiologo 6 giorni su 7 e potenziamento dell’endoscopia
SAN MARCELLO. È un documento realistico e dettagliato quello formulato dalla Commissione straordinaria per la tutela dell’ospedale Pacini che ieri ha presentato alla stampa il suo elaborato, concluso dopo quasi due mesi di lavoro e già trasmesso ai sindaci montani. La Commissione, composta da un rappresentante di ciascuno dei 6 Comuni montani, fu costituita per formulare una proposta di rilancio per il nosocomio, d’ausilio ai sindaci per interfacciarsi con la Asl e con la Regione.
«Questa proposta – ha spiegato l’assessore Sonnj Paccagnini – è il risultato di incontri con associazioni di volontariato, Rsa, strutture sociosanitarie, centri di riabilitazione e cura, delegazioni sindacali e cittadini della montagna. Un documento col duplice intento di corrispondere alle esigenze socio-sanitarie del territorio e ai canoni di revisione della spesa, eventualmente perseguibile con la sperimentazione di nuovi modelli di assistenza anche attraverso sinergie pubbliche e private, ospedaliere ed extra-ospedaliere».
Il progetto entra poi nel dettaglio della struttura dell’ospedale, illustrata dai consiglieri Antonia Amoroso (Cutigliano), Chiara Venturi (Piteglio) e Iacopo Baldi (Marliana). A piano terra si propone il mantenimento del Pronto soccorso attivo 24 ore e la presenza di un ortopedico per attività ambulatoriale programmata e stagionale nei periodi di maggiori afflusso turistico. Si chiedono servizi Tac e radiologico in urgenza h24 con telerefertazione, presenza di radiologo per 6 giorni su 7 e di medico chirurgo per consulenza specialistica e supporto al Pronto soccorso.
Per la radiologia si propone l’incremento degli esami programmati su orario pomeridiano per abbattere le liste d’attesa e la Tac attiva. La cucina dovrà proseguire il servizio mensa per i dipendenti e la fornitura pasti per la casa di riposo Villa Serena. Per il 1° piano, dove c’erano la chirurgia e l’ortopedia, si ipotizza il potenziamento dell’endoscopia, ora attiva solo 2 giorni su 7, tramite integrazione con Pistoia. L’ala chirurgica dovrebbe essere sfruttata dai 6 agli 8 posti letto per cure di 3° livello (pazienti cronici che non possono essere tenuti a casa) cui far afferire pazienti dall’intera provincia, e per altri 6 posti di osservazione breve di Pronto soccorso. Per il blocco operatorio, in attesa di risposte certe, eventuale riconversione in laboratorio dentistico e odontotecnico ad uso aziendale con personale specializzato. Anche la centrale di sterilizzazione, pur in assenza di attività chirurgica, potrebbe essere mantenuta a regime ridotto.
Al 2° piano reparto degenza ordinaria con 24 posti letto mantenuti. Al 3° piano riabilitazione e ambulatori divisionali. Nel mezzanino infine –oltre a dialisi, sala gessi e ambulatorio ortopedico – si propone il trasferimento dei servizi territoriali attualmente in via Roma.
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