Sicurezza
Negozi, il Comune vuole un piano delle aperture
L’assessore convoca per gennaio i commercianti. Intanto, per evitare ricorsi, un’ordinanza consente alle estetiste di tenere sempre aperto durante le feste
QUARRATA. I commercianti quarratini si preparano all’accordo in materia di aperture e orari. Adesso che la Corte Costituzionale ha confermato la liberalizzazione introdotta un anno fa con il decreto Salva Italia, il Comune di Quarrata convoca un tavolo di confronto per stabilire, come spiega l’assessore Stefano Lomi, la «regola delle regole nel governo del commercio locale».
Finora nella Piana soltanto Agliana si era esposta in fatto di “deregulation”, bocciando, già nella primavera scorsa, le aperture continuative sul proprio territorio e siglando delle ordinanze di chiusura per mitigare l’effetto delle liberalizzazioni: una sorta di freno nell’incertezza normativa e nell’attesa della sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato dalla Regione Toscana (e da altre Regioni che sollevarono la questione della legittimità costituzionale) contro una deregulation considerata «selvaggia». La bocciatura aglianese è stata una rarità in ambito provinciale. Ora che la decisione della Consulta è arrivata, si torna a parlare di disciplina delle aperture, e stavolta anche a Quarrata.
Per evitare eventuali ricorsi da parte di parrucchieri e estetisti, il Comune, con un’ordinanza firmata dal sindaco Marco Mazzanti il 21 dicembre scorso, ha abrogato gli obblighi previsti in passato, come quello del rispetto degli orari di apertura e di chiusura, oltre che della serrata domenicale e festiva. «Ci siamo adeguati alla normativa vigente» spiega Lomi.
Nei prossimi giorni il calendario di attività dell’anno 2013 verrà discusso con i commercianti di ogni settore, intorno al tavolo convocato dal Comune. «Vorremmo fare un piano complessivo del commercio, per concordare – continua l’assessore - un percorso di chiusure ed aperture condivise, fermo restando che esiste una legge sulle liberalizzazioni e che quindi non possiamo disporre obblighi o divieti di alcun tipo.
L’intenzione è quella di ascoltare le associazioni di categoria e le esigenze dei negozianti, e in base a ciò arrivare ad una regola delle regole che garantisca una sorta di governo del commercio locale. Come Comune non bocciamo né promuoviamo la liberalizzazione delle aperture e degli orari: saranno i commercianti ad esprimersi, nell’ottica di una città che auspichiamo possa essere sempre più accogliente» conclude Lomi.
Già al tavolo aglianese convocato a marzo, Confcommercio, Confesercenti, Associazioni cooperative consumatori distretto tirrenico, Lega delle cooperative, Cgil, Cisl, Uil e Rsu Unicoop si erano espressi contrari a una “deregulation” totale, e a favore invece di una «forma civile di fare commercio»
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