Il dolore
Torna in consiglio l’affare Step-Bulicata
Tempi stretti per l’impianto fotovoltaico. Bartolomei: «Operazione opaca. Dov’è l’interesse pubblico?»
PISTOIA. L’impianto fotovoltaico di Bulicata sarà al centro del consiglio comunale convocato per oggi ed è facile attendersi – dopo il passaggio a vuoto della scorsa settimana (mancò il numero legale) – un’altra seduta vivace.
L’assemblea di Palazzo di Giano è chiamata a costituire un diritto di servitù per una cabina dell’Enel necessaria ad allacciare il grande impianto a panelli solari (4.320 in tutto, su 40 ettari) alla rete elettrica e quindi consentirgli di funzionare. Il disco verde entro la fine dell’anno consentirà di vendere l’energia elettrica con gli incentivi attuali, 42 euro al kilowatt, invece dei 32 che ci saranno dal 1°gennaio.
A giovarsene sarà la società che ha costruito e che gestirà l’impianto, Bulicata srl, per il 60% di Publiservizi spa e per il resto di un’azienda privata, la Step srl. Già ramo di Publiservizi per le energie sostenibili, Step è stata venduta a un privato (la società Oida srl di Pistoia) nel novembre scorso, dopo un bando lanciato da Publiservizi in agosto e della durata di appena 15 giorni.
Ed è su questo passaggio che si appuntano le critiche delle opposizioni. «Un bando di agosto – obietta Alessio Bartolomei, Pistoia Futura, che ieri ha tenuto una conferenza stampa – è poco comprensibile se si vogliono trovare dei compratori. Publiservizi dice che doveva fare presto perché il 1°gennaio si riducono gli incentivi? Ma allora perché nel bando di vendita della Step non si fa cenno dell’impianto fotovoltaico di Bulicata? ». Bartolomei ha anche delle obiezioni verso il privato individuato. «Oida – dice – risulta avere un capitale diviso in tre parti, una delle quali è nella cassaforte di una fiduciaria di Milano. Cioè noi non sappiamo chi ha realmente quelle quote. E a una società così gli abbiamo venduto una srl pubblica. Ma dov’è la trasparenza?».
In commissione consiliare il presidente di Publiservizi Andrea Bonechi aveva invece sostenuto la convenienza dell’intera operazione per il pubblico, che vede realizzarsi un impianto fotovoltaico senza spendere nulla e si libera di una società in perdita come la Step.
Le perplessità crescono quando si vede che il consiglio comunale viene riconvocato tra Natale e Capodanno per consentire all’impianto di partire. «Ci devono spiegare – dice Bartolomei – qual è l’interesse pubblico dietro questa fretta. I gestori dell’impianto rischiano di incassare incentivi minori, ma nient’altro. E i privati di Oida sono tutelati: la centrale inizierà a funzionare e a ripagarsi e nel 2015 potranno chiedere di averla tutta per loro. Oppure resituirla al Comune, che la pagherà a poco meno del suo valore reale. Insomma, per questi privati si tratta di un affare con i fiocchi. Quello che continuo a non capire è cosa ci guadagni il pubblico e perché si debba fare così in fretta».
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