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Pistoia

Pannella sospende lo sciopero della fame e della sete: «Sono i detenuti che lottano per i nostri diritti»

Pannella sospende lo sciopero della fame e della sete: «Sono i detenuti che lottano per i nostri diritti»

Visita del leader radicale al carcere di Pistoia con la parlamentare Rita Bernardini. «Questi sono luoghi di oppressione selvaggia»

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PISTOIA. È durata oltre tre ore la visita che il leader radicale Marco Pannella ha fatto oggi al carcere pistoiese di Santa Caterina in Brana, accompagnato dalla parlamentare Rita Bernardini. L’iniziativa fa parte della campagna di lotta sulla situazione invivibile delle carceri italiane, che Pannella sta portando avanti anche con un duro sciopero della fame e della sete, al momento sospeso.

VIDEO Marco Pannella fuori dal carcere di Pistoia

«Questi – ha dichiarato il leader radicale all’uscita – sono luoghi di oppressione selvaggia e di barbarie da parte di uno Stato fuorilegge». Santa Caterina è un carcere piccolo, ma che condivide i problemi comuni in tutta Italia: su una capienza prevista di 75 detenuti, ne ospita più di 150, in condizioni spesso estremamente disagiate e più volte denunciate. «Non è vero – ha aggiunto Pannella – che noi lottiamo per i carcerati, sono loro che, con le armi della non violenza, lottano anche per noi in nome del diritto».

Il leader dei radicali ha inoltre annunciato, dunque, di aver sospeso lo sciopero della fame, sui cui aveva insistito tanto da mettere in pericolo - per l'ennesima volta - la sua salute. «La notte scorsa ho sospeso lo sciopero della fame e della sete e adesso continuerò così per 2, 3 giorni. Ricomincio a mangiare, ma sono pronto a riprendere lo sciopero se lo Stato non esce dalla flagranza criminale peggiore, credetemi, dello stato fascista, nazista e totalitario comunista».

«Concluso il filo diretto di Radio Radicale ho bevuto dell'acqua - ha raccontato Pannella -  e appena sono tornato in clinica ho preso dei biscotti con del latte caldo grazie alle infermiere che alle 3 me lo hanno preparato. Ora mangio per alcuni giorni ma sono pronto a riprendere lo sciopero». Pannella - che dalla mezzanotte del 10 dicembre ha iniziato lo sciopero della sete per ottenere l'amnistia e la garanzia del diritto di voto dei detenuti - si è trattenuto nel carcere di Pistoia a lungo, volendo parlare sia con il personale che con i detenuti durante un giro all'interno delle sezioni e, in generale, di tutta la struttura. Uscendo dal penitenziario, il leader radicale ha commentato l'esito della visita, dicendo, anche con paradossi, che «i penitenziari in Italia sono luoghi del diritto e delle libertà e non luoghi di oppressione selvaggia e barbarie. Ma a livello di vita concreta, di dramma vissuto, oggi non è vero che noi lottiamo per i carcerati, ma è il carcere che lotta con la non-violenza in nome del diritto: tutti, i direttori, la polizia penitenziaria, i detenuti, lottano per il diritto e la libertà dei cittadini italiani che stanno fuori, ma non sono liberi e hanno bisogno di essere illuminati».

Parlando di politica ha risposto ai cronisti che gli chiedevano dove si collocheranno i Radicali alle prossime elezioni. «Dove andiamo noi Radicali? Dove siamo sempre stati. Il problema è dove vanno gli altri». E a chi chiedeva un giudizio su Grillo, Vendola e Di Pietro, ha detto: «Che storia hanno? Cosa hanno fatto nella loro vita in termini di costruzioni e di aiuto alla società? Qualsiasi italiano sa che noi Radicali siamo riusciti a rendere più umana la vita di tanti», ha anche detto, accennando alle battaglie su divorzio, aborto e obiezione di coscienza. Parlando di Beppe Grillo, Pannella lo ha criticato per la definizione di Monti «rigor mortis». «Dice Beppe Grillo: "bisogna farli fuori tutti". Ma tu Beppe che hai fatto in questi 60 anni? Soldi e ottimi spettacoli», ha detto Pannella, che, fuori dal carcere, ha criticato anche Vendola e Di Pietro. «Vendola ce l'ha con i neoliberisti, ma Salvemini secondo lui cos'era, un neoliberista?».

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