Attenzione
Il messaggio del vescovo «È un Natale severo»
PISTOIA. Si intitola «Un Natale severo» il messaggio del vescovo Mansueto Bianchi ai pistoiesi per le festività 2012. «È stato – scrive Bianchi – un cammino faticoso, una strada che ci è sembrata più...
PISTOIA. Si intitola «Un Natale severo» il messaggio del vescovo Mansueto Bianchi ai pistoiesi per le festività 2012.
«È stato – scrive Bianchi – un cammino faticoso, una strada che ci è sembrata più lunga e pesante del solito: non ci ha accompagnato il suono un po’ aspro eppure carico di ricordo e di dolcezza delle cornamuse, ma l’incubo della crisi che non cessa, del lavoro che manca a cinquantenni senza speranza ed a giovani senza futuro».
Bianchi indica le gravi responsabilità della classe politica: «Ci ha accompagnato lo stordimento di settori politici che sembrano incapaci a capire, a trovare un brandello di unità e di convergenza sui mali seri del Paese, sulla rabbia serissima di tante persone. Ci scandalizza e ci indigna l’irresponsabilità mentre il Paese affonda!»
Un Natale in tempo di crisi, dunque, che «ci dice che dobbiamo diventare più seri e più esigenti verso noi stessi, non solo perché si riducono le risorse materiali, ma perché un tempo di crisi ci obbliga a dire quali sono le cose essenziali per la nostra umana dignità, quella a cui non possiamo rinunciare se non vogliamo abdicare a noi stessi». Il vescovo si interroga, in questo quadro, su diritti e doveri del singolo credente. «Dallo Stato – dice ancora Bianchi – mi aspetto l’attenzione e la vicinanza concreta alla vita della gente, ai problemi con i quali dobbiamo ogni giorno combattere.. Dallo Stato mi aspetto che mi si presenti con il volto e la dignità delle Istituzioni e delle persone che le rappresentano che hanno rispetto di se stesse e perciò hanno rispetto di me. Mi aspetto che non sia uguale per tutti nel chiedere e nel dare, ma che sia di parte: nel chiedere a chi ha di più e nel dare a chi ha di meno riducendo la forbice in crescita tra ricchi e poveri. Dallo Stato mi aspetto leggi comprensibili e misurate che esprimano, fino all’evidenza, la passione per il bene comune, la democrazia, la partecipazione».
Il cittadino, da parte sua, è chiamato alla «giustizia verso le persone e verso lo Stato; al senso del dovere come un imperativo etico profondo, irrinunciabile; all’attiva partecipazione perché la società e la città vivono anche di me; al rifiuto della furbizia, del favore, del sotterfugio per ottenere con scorciatoie ciò che mi spetta sulla strada ampia e retta della legge»
«Un Natale severo certo – conclude il vescovo – un Natale severo perché torna a dirci che il Signore ci ama più di quanto siamo capaci di voler bene a noi stessi e di volercene tra noi... ha stima e fiducia negli uomini e nelle donne di questo tempo oltre ogni aspettativa ed ogni merito. Un Natale severo perché ci prende sul serio, come abbiamo bisogno che sia. Anche noi pistoiesi».
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