Il Tirreno

Pistoia

«Perizia fondamentale per avere giustizia»

«Perizia fondamentale per avere giustizia»

L’associazione “La Via dei colori” a disposizione delle famiglie coinvolte in simili esperienze

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PISTOIA. La signora Ilaria è la mamma di uno dei 46 bambini maltrattati al Cip Ciop. Ma ieri mattina, nell’aula del tribunale di Genova, era presente anche nella veste di presidente dell’associazione “La via dei colori”, nata a un anno esatto dall’arresto delle due maestre” per dare un punto di riferimento a coloro che possono trovarsi in una posizione simile a quella dei genitori dei bambini dell’asilo pistoiese. E, alla luce dell’esperienza maturata in questi tre anni, vuole subito sottolineare un elemento che secondo lei e gli altri genitori dell’associazione è stato fondamentale per arrivare alla condanna: la perizia a cui le piccole vittime dei maltrattamenti sono stati sottoposti.

«Ovviamente – commenta la signora Ilaria – nessuna sentenza può riportarci indietro da questo dolore, ma si tratta di un punto fermo per noi e per tutti gli altri processi che sono aperti. Una discriminante di valore tra quelli che sono i processi fatti senza le perizie e uno che invece, grazie alle perizie fatte, ha portato a una pena commisurata sul danno effettivo patito dai bambini. Noi, attraverso i nostri legali (gli avvocati Canobbio e Beraldo) abbiamo avuto la possibilità di essere guidati in questo iter molto difficile cercando di trovare il metodo migliore per arrivare a giustizia. La giustizia esiste ma va chiesta nel modo corretto».

«Ricordiamo – sottolinea la signora Ilaria – che se non avessimo fatto le perizie, il nostro processo avrebbe potuto portare a una pena massima tra 1 e 3 anni, che poi, ridotta dal rito abbreviato, avrebbe voluto dire niente. Grazie a queste perizie siamo riusciti a far riconoscere i maltrattamenti aggravati. Questo è giusto che lo capiscano anche i genitori che in questo momento si trovano ad affrontare dei processi e devono decidere tra appoggiare una perizia o rifiutarla. Se non si sa qual è il danno non si può chiedere una pena commisurata a quel danno».

Alcuni dei genitori, alla lettura della sentenza, non sono rimasti poi così soddisfatti...

«Qui stiamo parlando di sei anni e quattro mesi. Questa è una vittoria – spiega la presidente dell’associazione – E’ chiaro che anch’io vorrei l’ergastolo per quello che hanno fatto a mio figlio, però dobbiamo essere obiettivi, capire in quale contesto abbiamo avuto queste pene: un contesto in cui potevamo non avere niente, come a Rignano. Mi auguro che sia, in primis, un deterrente per evitare cose analoghe in futuro, ma anche un esempio per altri genitori e avvocati».

Come detto, lo scopo de “La Via dei colori” è quello di fare dell’esperienza vissuta dal gruppo di genitori del Cip Ciop un tesoro a disposizione delle altre persone coinvolte in simili esperienze. Ma anche quello di fornire un aito concreto.

«Come associazione ci auguriamo di essere un punto fermo per chi vuole giustizia – spiega Ilaria – Stiamo mettendo su un pool di esperti che al momento è già abbastanza a 360 gradi: ci sono medico legale, psicoterapeuta infantile, psicologi per l’età adulta, legale penale, legale civile. Stiamo cercando di ampliarlo e soprattutto di capillarizzarlo nel resto d’Italia per avere la possibilità di dare un soccorso di primo livello ovunque: se arriva una mamma di Palermo che non sa cosa fare la posso mandare da qualcuno laggiù che la guidi lungo il percorso necessario. Inoltre, stiamo cercando collaborazioni con aziende perché ci piacerebbe riuscire – oltre che avere delle convenzioni grazie alle quali far risparmiare i genitori su spese legali e spese mediche – ad avere, spero quanto prima, anche dei fondi con cui sovvenzionare direttamente come associazione queste spese. Perché a volte capita che la difesa abbia gli avvocati migliori e i genitori si trovino a dover fare a meno della qualità perché non se la possono permettere economicamente. Per il momento diamo consulenza gratuita, organizzativa, medica e legale. E mettiamo in contatto con la rete dei legali e dei medici che abbiamo. All’inizio uno si trova spiazzato. E’ quello che è successo a tutti noi. In quel momento lì è ciò che avrei voluto io: una persona che mi dicesse cosa fare, da chi andare, a quale avvocato rivolgermi. Avessi avuto un sostegno di questo genere la mia vita sarebbe stata notevolmente migliore, avrei affrontato meglio tutto questo».

Tutte informazioni reperibili adesso sul sito www.associazionelaviadeicolori.org. (m.d.)

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