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Pistoia

Caripit fa le carte al 2013 «L’economia deve aprirsi»

Caripit fa le carte al 2013 «L’economia deve aprirsi»

Il presidente Colomeiciuc: le nostre aziende si devono collegare al mondo Attraverso la Fondazione un rapporto fondamentale con il territorio

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PISTOIA. Il 2013 sarà l’anno della svolta alla crisi? Per Alessio Colomeiciuc, presidente della Cassa di risparmio di Pistoia e della Lucchesia «in questi mesi i confronti con le istituzioni (la presidente della Provincia Fratoni, il sindaco Bertinelli, i presidenti delle Camere di Commercio di Pistoia e di Lucca) mi hanno fatto capire di avere davanti interlocutori consapevoli della situazione in atto, e pronti a lavorare con gli istituti di crediti per il territorio». Territorio che non vive la crisi tutto allo stesso modo. «Il vivaismo, ad esempio, è falsamente citato come un mondo “vecchio”. In realtà è un settore che lavora in modo modernissimo. Come le cartiere della Lucchesia e la nautica del settore costiero regionale. Tutti ambiti in grado di organizzare la ripartenza».

Dal 2013, aggiunge Colomeiciuc, «forse potremo usare un’altra parola che non sia crisi: metamorfosi. Non solo produttiva, ma anche culturale, di stili di vita. Sappiamo - prosegue - che i nostri territori si devono collegare con il mondo circostante per rinascere: glocalismo deve diventare un termine compreso e condiviso. Con la Fondazione stiamo pensando ad un appuntamento primaverile che aiuti il territorio a capire le dinamiche in corso di sviluppo. Tanto più sapremo fare coalizione con le realtà vicine, tanto più usciremo in fretta dalla crisi».

Riguardo alla Fondazione Caripit, Colomeiciuc sostiene che questa «è depositaria di un patrimonio di relazioni importanti. L’attuale cda vive le dinamiche delle comunità locali. Deve aiutarle a risolvere positivamente i problemi. Se lo fa, un grande gruppo come Intesa San Paolo può riversare risorse importanti, “declinando” una nuova concezione di banca locale. La mia speranza - conclude - è che questo formidabile “ancorage” possa crearsi anche a Lucca, dove ci proponiamo come banca della città, visto che la Cassa di Lucca è ormai solo una sigla svuotata di contenuti locali».

Colomeiciuc ha parlato ai giornalisti nel corso del consueto incontro di fine anno con la stampa, organizzato da Caripit e Fondazione Cassa. Ivano Paci, presidente di quest’ultima, ha tra l’altro rivelato che il cambio del nome (sparito “e Pescia” in favore di “e Lucchesia”) è stata una decisione presa nel corso delle trattative con la capogruppo Intesa San Paolo che ha spostato verso le province di Lucca e Massa il raggio d’azione della Caripit. «Quel nome – ha spiegato Paci – era frutto di uno studio che lo indicava come quello con più appeal commerciale. Non siamo stati contenti, ma nelle trattative qualcosa si deve cedere».

Tiziana Gori - Fabio Calamati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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