Finanza
Bimbo di sette mesi muore in culla
I genitori, Elfi di Casa Sarti, lo avevano fatto addormentare dopo la pappa. La procura ha disposto l’autopsia
SAMBUCA. Aveva solo 7 mesi il neonato deceduto mercoledì pomeriggio sui monti di Sambuca. Una morte in culla che tuttavia suscita particolare attenzione per il contesto. Il bambino faceva parte della comunità degli Elfi insediata in località Casa Sarti, nelle abitazioni messe a disposizione dalla Regione nel suo demanio. Stando alle informazioni finora note, era circa l’ora di pranzo e la famiglia avrebbe messo a dormire il neonato che da allora non si è più svegliato. I genitori, viste le condizioni del bambino, lo avrebbero portato subito al pronto soccorso di Porretta, dove nulla si è potuto per salvare il neonato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di San Marcello e di Sambuca che hanno eseguito i normali rilievi. Per ulteriori pronunce sulle cause della morte, occorre attendere l’esito dell’autopsia, disposta dal pm Boccia.
I casi di morte fra le comunità elfiche del territorio di Sambuca sono piuttosto rari. Gran parte dei componenti infatti sono persone in età giovane, mentre le persone in età più matura hanno abbandonato i territori della Sambuca. L’ultimo caso di morte naturale, ci ha spiegato il sindaco, riguarda un cittadino nordeuropeo per il quale l’ambasciata aveva chiesto il rimpatrio. La comunità elfica di Sambuca risale al 1980 quando quattro persone, stanche della vita cittadina, decisero di andare a vivere a Pesale (nome elfico Gran Burrone), un paesino abbandonato a 880 metri di quota raggiungibile solo a piedi. L'occupazione si estese in poco tempo ad altri villaggi: Piccolo Burrone, Case Sarti, Pastoraio. I primi rapporti con le autorità non furono facili poiché gli Elfi tengono molto alla loro autonomia . «Oggi molte cose sono cambiate e gli elfi sono bene integrati – spiega il sindaco di Sambuca Marcello Melani – sul territorio di Sambuca vivono circa 210 elfi, ma le persone che abitano nel demanio regionale sono circa 65. La Regione è concorde sulla loro presenza nel proprio demanio poiché gli elfi svolgono un ruolo importante di presidio di territori altrimenti spopolati». Gli elfi praticano un’economia di sussistenza legata a piccoli lavori di artigianato e alla terra. Dai loro animali producono latte e formaggio, coltivano appezzamenti di terreno, si autoproducono pane e pasta. «È una comunità molto giovane – prosegue il sindaco –i primi Elfi non ci sono più perché si sono trasferiti. Adesso ci sono le nuove generazioni, in genere con un elevato livello di istruzione, alcuni sono ex professionisti che hanno fatto una scelta di vita. Molti membri provengono dal Nord Italia e dal centro-nord Europa».
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