Il dolore
Un codice etico per gli amministratori
Serravalle, il consiglio comunale vota il documento a maggioranza Contrari l’opposizione e l’ex assessore Catalano: «Chi rispetta le leggi non ne ha bisogno»
L'approvazione del codice etico per gli amministratori del Comune è stato il punto discusso martedì durante il consiglio comunale a Serravalle. Roberto Daghini (nella foto), consigliere e presidente della commissione II ha caldeggiato l'iniziativa insieme al sindaco Mungai e ha avuto un ruolo importante nella sua stesura. Il Codice è suddiviso in otto articoli ed è predisposto «per valorizzare trasparenza, imparzialità, giustizia e legalità».
Ci sono precise norme e leggi che regolano la condotta degli amministratori pubblici: per questo il Codice etico interviene sulla sfera puramente morale portando chi lo firma a riflettere sull'impegno al rispetto dei principi democratici di legalità e giustizia. La maggioranza ha votato a favore, solo il consigliere Catalano si è astenuto dichiarando che « colui che rispetta le leggi e i regolamenti e mette la propria faccia davanti ai cittadini non ha bisogno di codici etici».
L'opposizione, con Serravalle Futura e Popolo delle Libertà, ha votato contro. La consigliera Elena Bardelli ha sottolineato che le regole esterne non cambiano il modo di agire delle persone e non danno garanzia dell'irreprensibilità morale. Il Pdl ritiene superfluo il documento, non perché contrario ad atteggiamenti corretti ma perché è la coscienza individuale di ognuno a ispirare le scelte politiche e di queste renderà conto agli elettori e alla comunità. In linea con il pensiero del Pdl si è espresso il consigliere di Serravalle Futura, Gianni Manigrasso, che ha dichiarato apertamente che c'è già la legge che vigila sui comportamenti degli amministratori dunque la firma di un codice non è una garanzia. Nella nota sulla trasparenza dei redditi si legge che “ad un mese dalla dichiarazione dei redditi i consiglieri dovrebbero comunicare il loro reddito lordo e i beni mobili e immobili dichiarati nell'anno precedente. Questi dati devono essere resi pubblici ed inseriti in una cartella elettronica biografica di ogni consigliere”. Il consigliere Daghini in merito ha dichiarato : «Mi addolora il fatto che le richieste di trasparenza pre-elettorale dell'opposizione abbiano ora sollevato eccezioni di vario genere. Penso che le critiche fossero solo di circostanza perché l'introduzione di una pur minima regola non vincolante, ha prodotto una paura non giustificata».(c.b.)
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