Il Tirreno

Pistoia

Perché non si fa la cassa di espansione?

di Leonardo Soldati
Perché non si fa la cassa di espansione?

Non cessa l’apprensione nelle zone colpite dalle nuove esondazioni. Intanto la gente rialza i muri per fermare l’acqua

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PISTOIA. Il problema è lo stesso da anni, quasi una tipicità negativa dei luoghi compresi tra i Quadrelli degli Olmi di Quarrata, sulla via statale Fiorentina e dintorni, e la Ferruccia di Quarrata e di Agliana, nella zona a ridosso dell’argine dell’Ombrone e del torrente Brana.

Qui sono una costante gli allagamenti di strade pubbliche e delle vicine aziende, abitazioni e negozi.

Gli abitanti sono esasperati ed ormai rassegnati si armano ogni anno di sacchetti di sabbia, pompe idrauliche e quant’altro occorrente, come avvenuto sabato per l’ultimo allagamento della via Fiorentina, ai Quadrelli.

Rispetto a quanto si temeva, l’ondata di piena alla fine ha fatto danni contenuti, ma l’apprensione tra i residenti e i titolari delle attività lungo le rive soggette di nuovo ad allagamenti è stata parecchia.

Inevitabili le proteste e le richieste di una politica di radicale risanamento dell’assetto idrogeologico di tutta l’area interessata alle ricorrenti esondazioni, accentuati da evidenti mutamenti nel clima, caratterizzato da sempre più frequenti bombe d’acqua che in poche ore fanno cadere quantità che a volte non si registrano nemmeno in un mese intero.

I commenti. Qualcuno fa notare che ci vorrebbe una cassa di espansione, come quella realizzata a Casalguidi, nel Comune di Serravalle Pistoiese.

«Abito qui da 81 anni ed il problema dell’acqua c’è sempre stato –afferma Giovanni Turetti – l’intervento degli addetti ai lavori negli ultimi anni ha dirottato l’acqua addirittura a monte, anziché a valle. Nel 2009 ho subito diversi danni e mi fu ripagato solo il muro di recinzione sfondato dall’acqua.

«Da 20 anni si parla della cassa di espansione alla Querciola ed ancora non c’è il progetto –continua Turetti –.

«Il Comune di Quarrata, inoltre, ha detto che deve trovare un milione di euro, da aggiungere ai tre già stanziati, per finanziare l’opera. È ingiusto che il problema ricada su noi cittadini».

«Sabato per fortuna non ho avuto danni al negozio – aggiunge Giacomo Innocenti, titolare dell’esercizio “Atramentum Tatoo e Piercing”– . Il Comune ha chiuso prontamente questo tratto della Fiorentina.

«A mio modesto parere dovrebbero essere chiusi del tutto il muro di recinzione dei Quadrelli e la parte del guard rail, anziché lasciarvi degli spazi aperti».

Giancarlo Bonacchi ha dovuto rialzare l’edificio nel quale si trova la sua attività, l’Oriental Caffè, nella parte davanti, ma il pericolo allagamenti persiste per lui sul retro, trovandosi proprio sull’argine: «Questa volta però ce la siamo cavata solo con un bel po’ di umidità» dichiara quasi sereno per lo scampato pericolo.

«Sono nato nel 1966 e gli allagamenti li ho sempre visti qui, il problema è che la zona è troppo edificata – sostiene Luca Giovannelli – nonostante la vicinanza di torrenti e canali di scolo. Negli ultimi anni la situazione è migliorata con la realizzazione del vaso scolmatore.

« Sabato non ho avuto danni anche perché ho l’abitazione rialzata rispetto al terreno. Penso che quando l’Ombrone non riceve più, si possa fare ben poco».

La situazione alla Ferruccia. Alla Ferruccia, nella zona vicino agli argini al confine tra i Comuni di Quarrata ed Agliana, sabato l’acqua non è arrivata in strada, ma l’innalzamento di Ombrone e Brana ha allarmato gli abitanti.

«La mia abitazione si trova proprio nel tratto compreso tra l’Ombrone e la Brana – dice Carlo Pieraccini – abbiamo avuto molta paura».

«Il Comune di Agliana e la protezione civile sono subito intervenuti – aggiunge Cristina Fanfani – dicendoci di spostare le automobili e di non rimanere al piano terra delle nostre abitazioni, ma io ho preferito direttamente andare via da casa.

«L’Ombrone per straripare deve rompere l’argine, ma alla Brana invece è sufficiente oltrepassare il ponte dei Bini per arrivare alle case».

Ponte di Gello. Un’altra segnalazione protesta arriva infine da un gruppo di residenti della zona di Ponte di Gello, sulla via Modenese.

«La piena di sabato è stata sufficiente per ribaltare i denti di cemento della cascata sull’Ombrone.

«Una cosa che ci stupisce. Ci chiediamo se non ci sia alcuna relazione con lavori fatti a valle da non più di un paio di anni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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