Attenzione
POCO IMPORTA ALLA POLITICA IL TEMA SICUREZZA DEI CITTADINI
di MARCO INNOCENTI Possono poche pattuglie di polizia e carabinieri (peraltro con auto che definire usurate è un eufemismo) assicurare da sole il controllo capillare del territorio di fronte all'aumen...
di MARCO INNOCENTI
Possono poche pattuglie di polizia e carabinieri (peraltro con auto che definire usurate è un eufemismo) assicurare da sole il controllo capillare del territorio di fronte all'aumento delle bande, che sempre più spesso entrano nelle case e nelle aziende per rubare e rapinare?
È pensabile che così pochi uomini siano in grado di garantire prevenzione e sicurezza, giorno e notte, in una provincia vasta come quella di Pistoia?
Non si può fare di più, sia pure in tempi di tagli e ristrettezze anche per le forze dell'ordine, per mettere insieme tutte le risorse disponibili e organizzare un piano coordinato di contrasto al crimine?
Non passa giorno che le cronache non raccontino di furti e rapine, spesso condotte con violenza un tempo sconosciuta, non soltanto nelle belle dimore di famiglie benestanti, nelle banche o in altre attività dove, a torto o a ragione, i delinquenti ritengono di poter fare un pingue bottino.
Ormai a rischio sono anche le persone e le famiglie che in casa, o nel piccolo negozio o nella loro officina, hanno poco più che l'essenziale per tirare avanti.
È vero: molte di queste bande sono composte da balordi, non da professionisti del crimine, come dice il questore Maurizio Manzo. Ma proprio per questo sono ancora più pericolosi: incerti, insicuri, questi malviventi perdono con estrema facilità il controllo, lasciandosi spesso andare ad atti di una violenza inaudita.
Inevitabile che nella gente comune cresca il senso di insicurezza, che negli imprenditori, negli artigiani e nei commercianti aumenti il timore di subire irruzioni anche nei luoghi di lavoro.
Certo (ma andrebbero considerati i costi, non sempre sostenibili per le aziende in tempi di crisi come questi) un aiuto può arrivare da sistemi di allarme collegati direttamente con polizia e carabinieri, ma qualcosa di più si potrebbe fare.
Scriviamo anche oggi che, ad esempio a Lucca, sono in corso summit tra prefetto, sindaci e forze dell'ordine per mettere a punto un piano coordinato di prevenzione da allargare anche alle province limitrofe, tra cui Pistoia. Dove, all'invito del sindaco a non sottovalutare e alla disponibilità della Procura a creare corsie privilegiate nelle indagini contro il tipo di reati di cui stiamo parlano non è seguito uno straccio di intervento di un politico o di un partito: passate le elezioni, il ritornello della “cultura della sicurezza” sembra sparito. Anche nelle forze di destra che ne hanno fatto sempre un cavallo di battaglia.
Già, ma qui non sono in ballo candidature o poltrone, si parla della sicurezza dei cittadini. Quisquilie. E poi ci si lamenta del distacco tra la gente e la politica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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