Il Tirreno

Pistoia

Più difficile “rEsistere”

Più difficile “rEsistere”

Caritas, raddoppiate in cinque anni le richieste di aiuto

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PISTOIA. Arriva alla fine di un altro anno difficile, l’annuale dossier sulle povertà con cui la Caritas diocesana fotografa la città dal suo attento punto di vista tramite la “lente” dei sette centri d’ascolto della rete Mirod presenti sul territorio tra Pistoia città, Agliana, Oste e Montalbano. Ma nonostante la percezione già diffusa, i numeri ascoltati ieri mattina in Seminario, non possono non scuotere una città (e chi la governa) che ha visto raddoppiare negli ultimi 5 anni, il numero di persone che si sono rivolte ai centri della Caritas, senza contare quella parte consistente di territorio (Montale, Serravalle e Montagna) dove pur Caritas è presente ma che non fa parte della rete del rilevamento.

r"E"sistiamo. Il minuzioso lavoro svolto dall’Osservatorio sulle povertà, coordinato da Stefano Simoni e Giovanni Cerri, evidenzia nella prima parte del dossier, intitolato "rEsistiamo" , il confronto tra i primi 5 semestri dal 2008 al 2012 dove si è passati da 760 persone ascoltate alle 1434 da gennaio a giugno dell’anno in corso. Per la prima volta in questi anni, Caritas ha reso pubblico il numero aggiornato di ascolti al 10 dicembre scorso: 1968 persone, 14,4% in più dei 1734 del 2011. Numeri che, negli interventi del direttore Marcello Suppressa e dei suoi collaboratori, diventano volti di una “fetta” di cittadini sempre più larga e variegata. Perchè dietro a chi chiede aiuto, spesso ci sono intere famiglie, tanto che la stima di persone entrate in contatto con i centri d’ascolto tocca quota 6000 nel 2012 (nel 2011 erano dei 4839). Il rapporto tra le persone e i centri è sempre più intenso, facendo balzare a 11.378 le visite complessive del 2012.

Italiani-stranieri. Se nel 2012 si è assestata ormai la percentuale che vede italiani (44,8%) e stranieri, dividersi quasi equamente tra i richiedenti aiuto, gli italiani sono mediamente più “anziani” degli immigrati. In generale, l’italiano che bussa al centro d’ascolto è maschio, cinquantenne e con un basso titolo di studio, segno di un allarmante disagio in una fascia d’età relativamente avanzata ma normalmente nel pieno della vita lavorativa che in questo momento è invece particolarmente colpita dalla crisi. Tra gli stranieri, i cittadini albanesi tornano ad essere la percentuale più alta tra i non italiani (30,1%), davanti a marocchini e rumeni, ma emergono i cosiddetti “working poors” ovvero i lavoratori poveri con contratti a progetto o in cassa integrazione che non bastano a colmare i bilanci familiari.

Problematiche. La povertà economica rimane la preponderante (43,6%) ma appare in una veste nuova. Cresce l'indebitamento (15,7%, tasso quintuplicato in 5 anni), soprattutto a Pistoia e Montalbano. Il 22,5% si rivolge ai centri per problemi relativi al lavoro, il 15,8% per problematiche familiari . Un 5,3% è mosso da problematiche legate alla casa, dove la presenza di sfratti è in tutto il territorio la piaga più grossa.

Interventi. Gli interventi di sussidi economici nei primi 6 mesi del 2012 sono stati 2500 per un totale di 372.000 euro, escluso il Fondo di solidarietà famiglia- lavoro che verrà riattivato e i pasti della mensa don Siro Butelli.

Elisa Pacini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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