Il Tirreno

Pistoia

Nuova accusa al comandante dei vigili

di Massimo Donati
Nuova accusa al comandante dei vigili

Appalti, nell’avviso di chiusura delle indagini contestata a Napolitano la turbativa d’asta per un altro autovelox

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PISTOIA. Nuova accusa, nell’ambito dell’inchiesta “Untouchables” sugli appalti pilotati, per il comandante della polizia municipale (attualmente sospeso) Giuseppe Napolitano.

In questi giorni la procura ha inviato l’avviso di chiusura delle indagini per quanto riguarda la già nota gara per l’installazione di un’autovelox sul raccordo autostradale, che vede il comandate indagato per il reato di corruzione in concorso con Stefano Meoni, funzionario comunale responsabile dell'ufficio viabilità, Marcello Evangelisti, ex dirigente del servizio lavori pubblici, e Carlo Alberto Diddi, imprenditore, che per tale accusa si trovano già sotto processo davanti al tribunale.

Ma l’avviso di chiusura delle indagini, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio, riguarda anche un’altra gara, evidentemente finita nel mirino della procura in seguito agli interrogatori che si sono susseguiti dopo gli arresti del giugno scorso. Si tratta di un bando relativo all’allacciamento di un altro autovelox, sempre sulla tangenziale: una gara, risalente ad un anno prima rispetto a quella già nota ma di un importo assai inferiore, di poco superiore ai 7.000 euro. Per tale gara Napolitano è imputato del reato di turbata libertà degli incanti, in concorso sempre con Carlo Alberto Diddi, a cui i lavori furono affidati.

Ciò comporterà un nuovo stralcio nell’ambito dell’inchiesta “Untouchables”. Carlo Alberto Diddi, che già sta affrontando il processo con giudizio immediato e che dovrà affrontare quello per via ordinaria, dovrà adesso comparire anche davanti al gup per rispondere di questa accusa assieme a Napolitano. Che, a sua volta, in tale sede, dovrà rispondere anche della corruzione relativa all’altra gara.

Fatto sta che il comandante e l’imprenditore (difesi rispettivamente dagli avvocati Fabio Piccioni e Cecilia Turco) hanno adesso, dopo la notifica dell’avviso di chiusura delle indagini, venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati dal pm titolare dell’inchiesta, Francesco Sottostanti. Dopodiché partirà la richiesta di rinvio a giudizio, seguita dalla fissazione della data dell’udienza preliminare.

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