Il Tirreno

Pistoia

«Caro Babbo Natale, ciao» Elisabetta chiude i battenti

di Beatrice Faragli
«Caro Babbo Natale, ciao» Elisabetta chiude i battenti

Con una lettera affissa fuori della vetrina, via un altro negozio A San Piero da settembre hanno già cessato l’attività tre attività commerciali

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AGLIANA. «Caro Babbo Natale, cerca di svegliare Agliana al tuo passaggio. Agliana, paese di sognatori ai quali viene negato il permesso di realizzare i propri sogni, e così tutto si addormenta e le serrande chiudono piano piano. Ciao Babbo Natale e buona notte Agliana».

La lettera natalizia Elisabetta Mungai, che ad Agliana oltre ad essere nata e cresciuta ha deciso di aprire un’attività commerciale, l’ha scritta a penna nera, marcando con un tratto rosso alcune parole, come i “sogni” distrutti, secondo la negoziante, «da persone “molto intelligenti”». Per farla leggere a tutti, il primo dicembre, l’ha attaccata alla porta del suo negozio di gioielli e argenti nella centrale via Roma, ad Agliana, aperto il 20 novembre del 2010. Resterà lì appesa, sotto lo sguardo di curiosi e passanti, fino alla vigilia: ultimo giorno d’apertura per “Elisabetta”.

Si tratta dell’ennesimo bandone tirato giù nel centro aglianese. La chiusura della bottega di collane e bracciali, si somma infatti ad altre tre cessioni registrate a San Piero da settembre ad oggi, tra cui quella di uno storico negozio di abbigliamento in piazza Gramsci. È in questo clima di chiusure che l’imprenditrice aglianese ha voluto scrivere una lettera simbolica.

Per le feste in arrivo, la negoziante non chiede pacchi regalo, ma un cambiamento. «San Piero si deve svegliare» dice Mungai. «Caro Babbo Natale – si legge alla porta d’ingresso dell’attività – ti volevo ringraziare veramente di cuore per aver fatto sì che questo mio sogno si avverasse, ed è stato bellissimo aver fatto brillare gli occhi ai miei carissimi clienti con piccoli pensieri originali. Però come in tutti i sogni ci svegliamo in una realtà gestita da persone “molto intelligenti” (scritto in stampatello e con una penna rossa, ndr) che pensano di avere il mondo ai loro piedi e così distruggono tutto, compreso i nostri sogni (ancora una volta, in queste ultime parole, la Mungai utilizza un tratto rosso, ndr)».

«Mi chiedo quanto ancora San Piero sia disposto a dormire, qui stanno chiudendo in troppi e il paese non se lo merita. Siamo vicini a due caselli autostradali e a una stazione ferroviaria. Abbiamo uno dei centri sportivi più belli della Provincia e negozi che vendono prodotti originali. Eppure sta morendo tutto» spiega la negoziante.

L’umore della Mungai è condiviso da altri colleghi del centro. Le ultime polemiche sulla scarsa capacità attrattiva del cuore aglianese, risalgono a pochi giorni fa. L’8 dicembre infatti, secondo quanto riportato da alcuni esercenti, che preferiscono restare anonimi, l’ultimo tratto di via Roma che porta verso piazza Gramsci, in cui recentemente ha aperto un negozio di libri anche il sindaco Eleanna Ciampolini, è stato chiuso al traffico.

Una consuetudine visto che si trattava di un giorno festivo, a cui però è seguita la beffa di un centro pedonalizzato ma senza iniziative. I banchi del mercato settimanale infatti erano, come al solito, in piazza Bellucci. «Dirottano le macchine altrove e poi però non organizzano niente in centro: per quale motivo le persone dovrebbero passare di qui a piedi?» si domanda un commerciante di via Roma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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