Sicurezza
Ucciso dalle esalazioni del suo braciere
Giancarlo Breschi è stato trovato morto nella sua abitazione dalla figlia Anna, medico
MARESCA. Si era chiuso in salotto, porta e finestre sprangate e stufa accesa per riscaldarsi. Ma proprio la ricerca di quel teporino è stata fatale.
Giancarlo Breschi, pensionato di 82 anni, è stato trovato morto ieri mattina nella sua casa di Via Risorgimento a Maresca. Causa del decesso, avvenuto nella notte fra martedì e mercoledì, sarebbe un’intossicazione dovuta alle esalazioni di monossido di carbonio sprigionate dal braciere che l’anziano aveva acceso per riscaldarsi in quella gelida serata. A fare la triste scoperta è stata la figlia, la dottoressa Anna Breschi, che ieri mattina era passata a trovare suo padre come era solita fare ogni giorno prima di entrare a lavoro. Erano circa le 8 del mattino La donna ha dato subito l’allarme al 118 e ai Carabinieri che si sono precipitati sul posto per i dovuti accertamenti. Poco c’è stato da fare sull’uomo che era già privo di vita. Secondo il racconto fornito dagli intervenuti, l’anziano giaceva sulla poltrona, come si era sistemato la sera prima davanti alla televisione, lo schermo ancora acceso ed il giornalino dei programmi in tv ancora aperto sopra le ginocchia.
Forse l’uomo si era addormentato, forse le esalazioni lo hanno gettato in uno stato confusionale prima che potesse rendersi conto del pericolo. Appena entrata nella stanza, la figlia avrebbe subito sentito un odore strano e si sarebbe precipitata a spalancare le finestre. I Carabinieri di San Marcello hanno svolto i rilievi del caso mentre il medico 118 accertava la morte dell’anziano. Sono intervenuti anche i volontari della Pubblica Assistenza di Maresca ed i Vigili del fuoco di Limestre chiamati per accertare la presenza del gas letale nell’aria prodotto da braciere oramai spento. Un caso di morte purtroppo molto ricorrente nel corso dell’inverno, specie fra le persone anziane. Tutto il paese di Maresca è sotto shock. Gli abitanti che si incrociano per strada non possono fare a meno di chiedersi come sia potuto succedere, sgomenti per la morte di una persona che da tutti era guardata con stima e rispetto. Giancarlo era un vero galantuomo, ci dicono i vicini di casa. Un uomo molto riservato, con cui non era facile scambiare più di un buongiorno e qualche parola, eppure una di quelle persone a cui non si poteva che voler bene. Falegname del paese per una vita, viveva solo da quando era morta sua moglie, esattamente un anno fa. Un duro colpo che Giancarlo sembra aver superato abbastanza bene, tanto che voleva continuare ad abitare solo in casa sua. Uomo generoso che si era prestato più volte ad attività di volontariato per il paese. Giancarlo lascia i figli Anna e Alberto, i loro consorti e il nipote. (e.v.)
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