Sicurezza
«Illegali le riprese della telecamera spia»
Processo “Untouchables”, gli avvocati chiedono l’inammissibilità delle intercettazioni ambientali e telefoniche
PISTOIA. Il processo “Untouchables” va avanti. Ieri mattina, il collegio del tribunale chiamato a giudicare il caso degli appalti truccati ha respinto ancora una volta le eccezioni presentate dagli avvocati difensori.
Giudici compatibili. Eccezioni in cui loro stessi erano al centro. Dato che lo stesso collegio si era già espresso, in veste di tribunale del riesame, sulle misure interdittive, secondo i legali sarebbe stato incompatibile con il processo e per questo avrebbe dovuto astenersi. In contemporanea, gli avvocati avevano sollevato un’altra istanza, sempre sulla questione incompatibilità: nel caso di non accoglimento della prima, avevano sollevato una questione di legittimità costituzionale delle norme che regolano i casi in cui tale incompatibilità si configura.
Così, ieri mattina, il processo è ripreso, in attesa che laCorte d'appello di Firenze si pronunci sull’istanza di ricusazione nei confronti del collegio giudicante depositata dai difensori in contemporanea alle istanze presentate a Pistoia.Dalla fase delle eccezioni preliminari si è passati così a quella dell’accoglimento delle prove. E qui gli avvocati difensori hanno giocato una nuova carta, quella che vorrebbe l’esclusione dal processo delle intercettazioni telefoniche e delle intercettazioni ambientali audio-video effettuate con una telecamera spia nell’ufficio dell’ex dirigente del Comune di Pistoia Marcello Evangelisti.
Intercettazioni telefoniche. Facendo riferimento a sentenze della Cassazione, secondo i difensori degli imputati le intercettazioni telefoniche sarebbero inammissibili e inutilizzabili. Questo perchè il gip del tribunale le avrebbe concesse nonostante non vi fossero i requisiti previsti dal codice di procedura penale: non c’erano i gravi indizi di reato che le potessero giustificare (solo l’anomalia di una trentina di gare di appalto aggiudicate alle stesse ditte e due cene al ristorante tra imprenditori e pubblici amministratori); e oltretutto il reato che si poteva delineare dal comportamento delle persone finite nel mirino della Digos dopo una lettera anonima non era quello di turbativa d’asta, come sostenuto dal pm, bensì quello di abuso d’ufficio, per il quale le intercettazioni non sono previste.
Intercettazioni ambientali. Altra questione sollevata in aula, in particolare dall’avvocato Giuseppe Castelli, difensore di Evangelisti, quello dell’illegalità delle intercettazioni ambientali effettuate nello studio privato dello stesso ex dirigente comunale, in vicolo Taverna. La telecamera spia sarebbe stata collocata infatti, durante la notte dai poliziotti della Digos, ignorando il diritto costituzionalmente garantito della inviolabilità del domicilio.
Il pm Francesco Sottosanti ha replicato che tali riprese sono perfettamente legali, in quanto autorizzate dal gip secondo i presupposti e le modalità sanciti dal codice, «in quanto – ha spiegato – vi era motivo di ritenere che in quell’ufficio Evangelisti si incontrasse con gli imprenditori e che lì si svolgesse l’attività criminale. Ed effetivamente sono stati registrati tali incontri, ad esempio con Carlo Alberto Diddi, Riccardo Ponticelli, Osvaldo Spagnesi e altri».
Altro punto contestato dagli avvocati in punta di giurisprudenza, l’utilizzabilità delle riprese in cui Evangelisti è da solo e non parla, quelle cosiddette non comunicative. Per il pm invece sarebbero registrazioni fondamentali perché immortalerebbero il momento stesso in cui il reato si definisce: «Dopo aver incontrato fuori gli indagati e aver ricevuto una busta, era nello studio che Evangelisti la apriva, estraeva i soldi, li contava, anche ad alta voce, li riponeva in cassaforte, e annotava la somma ricevuta aggiornando, di volta in volta, la contabilità per verificare che il compenso fosse quello pattuito».
Il tribunale comunicherà la propria decisione sulle prove il 18 dicembre prossimo.
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