Il Tirreno

Pistoia

Niente ripensamenti Dal 18 chiudono tre uffici postali

di Elisa Valentini
Niente ripensamenti Dal 18 chiudono tre uffici postali

Doccia fredda dell’azienda, i sindaci annunciano battaglia e una mobilitazione domenica con l’arrivo degli sciatori

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CUTIGLIANO. Dal 18 dicembre l’alta montagna pistoiese avrà tre uffici postali in meno. La notizia ufficiale è giunta ieri mattina ai sindaci dei comuni interessati dai tagli. Nonostante le richieste a Poste di rivalutare il piano di razionalizzazione dal nuovo anno, la decisione è presa. Così gli uffici di Pianosinatico (Cutigliano), Treppio (Sambuca ) e Prunetta (Piteglio) saranno soppressi nel giro di una settimana. Una secchiata d’acqua gelida per amministratori e cittadini che giovedì avevano intravisto uno spiraglio di luce quando il direttore provinciale di Poste si disse disposto a fare da portavoce delle istanze del territorio in Regione. Ma tutti gli sforzi si sono conclusi in un niente di fatto. «Il direttore di poste mi ha appena confermato la soppressione di Pianosinatico – annuncia il sindaco Ceccarelli – è prevista anche una riduzione da 4 a 2 giorni, lunedì e venerdì, per l’ufficio di Pian degli Ontani. 7 tagli dei 10 previsti nella nostra provincia sono sulla montagna, in senso lato. Stando a quanto riferito, il direttore, non appena tornato a Pistoia dopo l’incontro di giovedì, avrebbe ricevuto una comunicazione da Roma dei tagli già decisi. Ci troviamo fra capo e collo una decisione che sopprime un servizio socialmente essenziale e mette in grave difficoltà non solo le frazioni colpite ma l’intera montagna. Inutile poi addurre palliativi come il servizio civile».

Risentimento comune ai sindaci di Sambuca e Piteglio. «Avevamo chiesto al direttore di sospendere le chiusure rimandando tutta la discussione a dopo la nascita dell’Unione dei comuni che avverrà ad inizio 2013 – spiega Marcello Melani – passati 30 giorni, con le risorse economiche che ci mette a disposizione la Regione per i servizi di prossimità, saremmo stati in grado di sederci ad un tavolo con Poste per discutere di razionalizzazione. Alcune chiusure erano inevitabili, ma avremmo potuto creare servizi alternativi». Il morale è a terra ma non ci si rassegna alla triste situazione. Per questo cittadini ed amministratori hanno deciso di scendere in campo con un’azione di protesta con tanto di volantinaggio e striscioni fissata per domenica 16 dicembre alle 9.30 all’incrocio di La Lima, punto nevralgico di passaggio degli sciatori verso l’Abetone. Così tutti sapranno in quali condizioni verte la montagna. «Sono stufo di vedermi calare le decisioni dall’alto – dice il sindaco Gaggini – succede sempre più spesso, come di recente con la riduzione d’orario degli sportelli bancari. Siamo riusciti ad incontrare il direttore di Poste tutti insieme soltanto giovedì, quando le cose oramai erano già decise e sottoscritte dal direttore, dai sindacati e dal presidente della Regione. Perché non si fanno dei percorsi partecipati? Sarebbe stato opportuno convocarci tutti ad un tavolo; una volta informati della situazione, noi sindaci avremmo indetto assemblee coi cittadini per pensare con loro le soluzioni più opportune. Invece si preferisce far subire tali decisioni a chi amministra da vicino il territorio».

I sindaci giovedì saranno ricevuti dal Prefetto dove porteranno le loro rimostranze assieme ad altri comuni toccati dai tagli. «Domenica, tutta la montagna è invitata a partecipare alla manifestazione che vorremmo fosse la più costruttiva e partecipata possibile – dicono i sindaci – Cercheremo di fare una protesta civile ma non garantisco per i cittadini più arrabbiati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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